L’Orco

Passeggiamo immersi

nella natura

in questo stravagante luogo

sparse nel verde

c’ imbattiamo in queste

particolari opere

 spaziano

tra miti e leggende.

.

Ora del desinare

ma dove?

Scorgiamo

nella bocca dell’orco

tutto ciò che occorre.  

.

Un brivido mi percorre .

Franca Novello©

Parco dei Mostri di Bomarzo, opera di Pirro Ligorio

 

 

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Quattro Fiumi

 Sgorga

l’acqua dalla roccia

 custode di ogni

 forma di

vita.

Franca Novello©

Per il secondo tema ispiratevi alle opere di Gian Lorenzo Bernini

 

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Compito in classe…

La maestra assegna ai suoi alunni un compito in classe, “Parla della mamma”.
Sarah pensa e ripensa e le torna in mente un episodio accaduto un carnevale di qualche anno prima…
Quella sera aveva ricevuto in dono una bellissima maschera che avrebbe dovuto indossare il martedì grasso.
Ma la felicità durò solo pochi attimi, sostituita da profonda delusione: il vestito, infatti, era strappato in più punti.
Un pianto dirotto, ma la mamma, come sempre, era venuta in suo aiuto… Giocando d’astuzia le ricucì il vestito strappato in più punti,
facendole credere che fosse nuovo di zecca: la bravura nell’eseguire il rammendo fu encomiabile! La verità venne fuori qualche giorno dopo, allorquando la mamma la mise a parte del suo gesto… A volte basta poco per rimediare…

@ Rosemary3

Fotolia

3° tema – L’astuzia

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Arte e fede

Spettacolare
edicola barocca del Bernini
di Santa Teresa
l’estasi
mostra

Marmo
plasmato come fosse cera
dolcezza nel viso
morbida la
veste

Guardare
e ammirare la scultura
e come assistere
un’opera
teatrale
Ma.Vi

Estasi di Santa Teresa G.L.Bernini marmo 1647-1652- Chiesa di Santa Maria della Vittoria Roma

Immagine commons.wikimedia.org

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L’uomo che rappresenta l’astuzia

Chi più di Ulisse rappresenta l’astuzia, ricco di idee fece terminare la lunghissima guerra di Troia. Con un cavallo di legno in dono, i troiani felici accettarono con stoltezza, e dire che erano greci anche loro famosi per l’astuzia commerciale. E poi il lungo viaggio di Ulisse per tornare, si dice che alcuni Dei non lo sopportassero e lo fecero errare a lungo. Ma a me sembra più che essere impedito nel suo viaggio, razzolava nelle varie isole dell’egeo, in cerca di bellocce come Circe. Oppure resistere per scommessa al canto delle bellissime Sirene, facendosi legare alla nave e mettendo tappi di cera alle orecchie di compagni. O come l’accecamento del povero Polifemo, colpevole di volerli mangiare. Dopo la loro fuga gli altri ciclopi gli chiesero chi l’avesse accecato e la risposta fu “Nessuno”, primo cambio di nominativo della storia. Ed infine stanco ed invecchiato ritornò a casa, trovando una situazione precaria (e si stupisce!!!). Ma la sua astuzia lo aiutò trasformandosi in poveraccio. Nessuno si accorse del trucco, solo il vecchio cane e la moglie, carpendo particolari che solo loro sapevano. Svuota la reggia dagli aspiranti alla mano di sua moglie (che gli era stata fedele). Altra furbacchiona, che tesseva di giorno e scioglieva di notte la tela che avrebbe donato al prescelto. Insomma una vera famiglia di persone Astute.

 

oddonemarina – immagine web /L’ASTUZIA

 

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Sola al tramonto

Nel tepido inverno
della tua terra
alla finestra della stanza
guardi oltre i tetti
laggiù dove c’è il mare
il giorno è nel suo finire
il sole scende lento
l’orizzonte si colora di rosso
il cuore batte veloce
poi sembra fermarsi
lacrime rigano il viso
dove sono le braccia
che ti stringevano?
“Amore è misero,
se il suo amore è assente”
versi che hai sempre amato
che oggi sembrano scritti
proprio per te.
Ma.Vi

Incipit: Amore è misero, se il suo amore è assente da Brezze di gioia, danzanti sul mare di  J. Joyce.

Immagine Daniela Sasso – Tumblr

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L’anima

L’ANIMA

Tra cielo e terra
in un gioco di equilibrio
l’anima danza,
poi si lascia andare
in una dimora d’emozioni.

“Amore è misero se il suo
amore è assente”.

Arde nel diluvio della vita
una dolce tristezza
custode d’amore fecondo.

© Simona Scola

Incipit in grassetto di J. Joyce

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Che tempo….

……da lupi…piove a dirotto, c’è vento e fa freddo….stamattina in macchina i tergicristalli andavano veloci ma l’acqua era tanta… e ora pare che anche qui arriverà la neve…

Ma.Vi

Foto personale

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Notte

Hai amato il mio corpo
ma ti è sfuggita la mia anima
impigliata tra le tracce dei tuoi passi.

Spezza il silenzio dei tuoi ieri
abbandonati ad una musica gitana.

Tace il pensiero
nell’immutabile spazio della tua presenza
lungo il tentennare del giorno
mentre la notte si fa sempre più lontana.

immagine del web

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Citazione

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Buio

bisbigli
pacati mormorii
s’addensano
allo scemare del giorno
il buio incombe
l’oscuro silenzio della notte
non tace
il silenzio non tace mai
parla ascolta risponde
ai sotterranei deliri dell ‘anima
rinviene il passato
con le sue lacrime
e le gioie dimenticate
io macello desideri
e sogni inconcludenti
poi mi lascio andare
si fa sempre più scura
e profonda
la signora dei rintocchi dimenticati
ed il sonno annichilisce la realtà

23 febbraio 2018

© Daniele “Nani” Cerva

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L’attesa

 

 

 

 

 

 

 

 

Vago stormir di foglie
lacrime dal cielo
nella notte senza luna.
In quel letto dove l’amore regnò
ora il freddo lo invade.
Non quiete, non gioia
solo solitudine vuota.
Amore è misero se il suo
amore è assente.
L’attesa è lunga e la
speranza si assopisce
sempre più.

oddonemarina – libero blog

incipit:”Amore è misero se il suo amore è assente” da “Brezze di gioia, danzanti sul mare” di J. Joyce

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Questo è il mio pane di grano duro fatto a casa

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Briciola #245

Ho perso il ritmo del vivere
Gli anni vigliacchi
attutiscono la musica

DNC

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Il buon pane fatto in casa

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Ermafrodito dormiente

Risultati immagini per tutte le opere del bernini

Un   letto
di   marmo
accoglie
le   sembianze
fuse   insieme
di   uomo   e   donna.
Ermafrodito
è   lo   strano   essere.
Tra   le   fredde   pieghe
di   un   lenzuolo
giace   abbandonato,
su   quel   letto
che   abile   mano
quasi   trasformò
da   pietra   splendente
a   ”  soffice  ”   giaciglio.

Isabella  Scotti   febbraio   2018

testo  :   copyright   legge   22   ottobre   1941   n°   633

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Nettuno

Risultati immagini per il PArco dei Mostri di Bomarzo

Nettuno   –   Parco   di   Bomarzo

Ecco
il   re   del   mare
Nettuno.
Per   il   suo   riposo
ha   scelto  
un   luogo   strano.
Abbandonata   l’acqua,
cerca,  
tra   i  
verdi   cespugli
quella   pace
che   le   onde,
nella   loro   turbolenza,
sempre   gli   negano.

Isabella   Scotti   febbraio   2018

testo  :   copyright   legge   22   ottobre   1941   n°   633

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TU

Sei seduta in strada. Avvolta in una coperta, osservi lo sfilare davanti a te delle persone che affollano la piccola piazza. Turisti che si accalcano, si accodano alla biglietteria della mostra su Cézanne.
Occhi, nasi, bocche che si muovono in un sonoro che tu hai già azzerato, spento. Sei ferma, immobile nei tuoi panni. I tuoi occhi sono lontani, osservano un panorama che non mi è dato a vedere. I tuoi capelli corti, ispidi, mi sollevano un moto di tenerezza, vorrei abbracciarti, come si abbraccia una sorella. La mia, la tua solitudine, è uguale ad altre mille, confuse da questa cosa che chiamiamo vita.
Mi avvicino al tuo viso spento e sporgo una moneta, cercando un inesistente bicchiere dove farla scivolare. Attorno a te, come per una espansione di un vuoto che ti accompagna, non trovo nulla. Ti sporgo la moneta mentre tu sollevi lo sguardo allungando la mano.
É forte il tuo silenzio. Le nostre dita si sfiorano, la nostra pelle comunica tutto un non detto, superflua ogni parola mentre l’istante assume contorni di mistero e i nostri sguardi si intrecciano, scambiando, come da bambini ci si scambia le figurine, tutta la nostra umana fragilità, le nostre reciproche solitudini.
Poi la vita risucchia il nostro esistere, riconsegnandoci al quotidiano. Porto con me il calore delle tue dita, porto dentro il cuore il tuo sguardo, spingo avanti con fatica la mia, la tua vita.

immagine del web

Pubblicato in racconto, Un momento indimenticabile, un momento da ricordare | 6 commenti

Con fatica ed astuzia

Erano anni che lavorava in quell’ufficio statale, ma non era riuscita a fare un passo avanti. Un solo avanzamento con qualcosa in più nello stipendio. Era sempre presente, mai in malattia. La prima ad entrare e l’ultima ad uscire, nessuno le aveva mai detto “Brava”. Clara, classe 1950, si era stufata, ma possibile che non potesse far nulla per migliorare la sua posizione? L’occasione si presentò quando la collega le disse che quel giorno aveva un impegno e sarebbe uscita prima anche se era costretta a lasciare inevasi alcuni contratti. Clara non stette molto a pensarci “Dalli a me vediamo che posso fare” ” Grazie sei un tesoro, ma sarai costretta a restare di più” disse la collega ” Non preoccuparti, domani magari capita a me di avere necessità” rispose Clara. Restò fino a tardi in ufficio, sistemò tutte le pratiche e poi le portò sulla scrivania del capo. Sorridendo se ne uscì nella sera. La mattina dopo la collega le chiese se aveva finito le pratiche che voleva consegnarle al direttore. ” Oh scusa, che sbadata le ho già consegnate assieme alle mie, accidenti alla abitudine!” rispose Clara con voce mortificata, la  collega se ne andò delusa, il direttore avrebbe capito e ci sarebbe scappata una romanzina. Si seppe in giro che lei dava una mano e altri colleghi le chiesero aiuto. C’era troppa gente con troppi impegni e con poca voglia di lavorare e lei invece aveva voglia di salire il gradino. Clara aiutava tutti e sbadatamente dimenticava quasi sempre di ridare le pratiche evase ai colleghi. Finalmente un giorno venne chiamata dal capo. ” Devo complimentarmi con lei per il suo gran lavoro che svolge anche per altri, senza nulla mai chiedere. La menzionerò per una promozione. Continui ad essere sempre così…una brava impiegata”.  Arrivò la promozione, l’aumento di stipendio e i colleghi la invidiarono molto e non ebbero più nessun aiuto dalla nuova Capo sezione….Con fatica ed astuzia aveva vinto la sua battaglia.

Ma.Vi

Tema: Astuzia

Immagine  youtube.com

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Petit onze – Dono

Orgiastico

insieme di baccanali nei

tempi antichi offrivano

al Dio

dono

 

oddonemarina – “Baccanali” Lorenzo Bernini

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Petit onze – Rampante

Rampante

il Pegaso Alato che

con i zoccoli

acqua sorgiva

ritrovi

 

oddonemarina – Parco dei mostri di Bomarzo di Pirro Ligorio

Pubblicato in post guidato, Le Petit Onze | 10 commenti

Attenti all’equilibrio

Pende
la casa di Bomarzo
senti le vertigini
a starci
dentro
Ma.Vi

Visitatori
lasciate ogni pensiero voi
che entrate abbandonate
le vostre
certezze
Ma.Vi

La casa pendente del Parco dei Mostri di Bomarzo di Pirro Ligorio. La dicitura incisa sulla fronte dell’Orco, molto adatta a questo Parco alle sue meravigliose stranezze.

Ma.Vi

Immagine abris.us

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…e piove!!

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Il ratto di Prosèrpina…

Le mani con forza affondano nella dura pietra, esaltando la morbidezza delle volute della pelle, quasi a sembrar viva materia…

Avvenire

Immagine in rete rielaborata

2° tema – Gian Lorenzo Bernini, particolare del “Ratto di Proserpina”

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Non ho mai amato il mare come ora.

Non ho mai amato il mare
l’ho sempre schivato,
dandogli poca importanza,
l’ho trovavo inquietante,
mi ha sempre emanato tristezza,
solitudine, talvolta angoscia,
eppure, ne sono stata
sempre attratta…
Chissà, perchè ora,
lo trovo il posto più bello,
dove potermi rifugiare,
far fluttuare
i miei pensieri,i miei desideri,
destando la voglia di ricominciare,
sarà un richiamo verso te,
dove l’anima finalmente
ritrova la sua pace.

© Egyzia72

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