Per te Kemet

Oh Kemet,terra mia,
dinanzi a te tutte le meraviglie scompaiono,
risvegli tu il mondo dalla bellezza
e la supremazia del potere a te conferito,
mi inchino.

© Egyzia72

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Era di maggio..


Era di maggio e c’erano  le rose
In punta di piedi arrivasti
Leggera ballerina in tutu’
Splendido sorriso e morbide braccia
Rubasti il suo cuore
Veloce meteora nel suo cielo
“Come in un sogno l’amore
Viene con passi silenziosi”
E come un sogno
Svaniti all’alba

Ma.Vi
Incipit: Come in un sogno l’amore  viene  con passi silenziosi di Tagore

Immagine Pinterest

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gatto silenzioso

Felpato è il tuo passo
come un gatto silenzioso
salti agile con scatti temibili.
Graffiando ciò che incontra
vagando, lascia strade lastricate
di lacrime.
E come in un sogno
sparisci senza avvisare.

oddonemarina – immagine web

Rabindranath Tagore     come un sogno, l’amore viene con passi silenziosi

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Amore o fortuna ?

Amore o fortuna ?
Cosa scegliere ?
Sceglierei la fortuna
perchè in amore
ci vuole quella.

© Egyzia72

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Nel porto all’imbrunire

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Un poeta ignorante

Ripropongo e ancora ne sono convinto.

UN POETA IGNORANTE

Sono
un poeta ignorante
Mastico e ripeto
stesse parole
stesso sentire
Vocabolario limitato
M’accontento di udire
ogni sillaba
niente punteggiatura
niente tecnicismi
a me ignoti
Solo e sempre
quello che nasce dentro
Invulnerabile ed indifferente
alla vanità del verseggiare
Io sono questo
e niente chiedo di più
La semplicità
il pungere
un’anima sensibile
è più che sufficiente
Lascio ad altri
poeti laureati
vanitosi e competenti
la frase perfetta
il verso incantatore
le finezze
del vuoto sentire
Io volentieri mi nascondo
e poco mi cala
dell’effimero interesse
Cosi sempre sono io
senza addobbi
ed inutili pergamene

© 2015 Daniele Nani Cerva

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Il mare e l’amore…

Risultato immagine per dopo amore su spiaggia foto

rmfonline.it

Sai,
ho   ancora
nelle   narici
l’odore   di
quelle   conchiglie,
che   onde   malandrine
spingevano
sulla   battigia,
ricordi  ?  
sapevano
di   fondali   nascosti
e   di   alghe   nere.
Noi ,
che   facevamo
l’amore
sulla   sabbia,
il   nostro   letto
preferito.
Noi ,
e   le   stelle…
e   il   rumore   del   mare,
sommesso,
continuo,
ripetitivo,
quasi   una   nenia
a   cullarci.
Ora   come   allora.
Dormire
dopo   l’amore,
sotto   il   cielo   stellato…
Ma   dimmi ,
tu,
che   nella   sabbia   del   tuo   letto
ti   agiti   sognando,
a   cosa   puoi   pensare
se   non    che   a   me ,
regina
dei   tuoi    sogni   nascosti  ?
Non   è   così   forse?
Dimmelo.
Voglio   una   conferma.
Quasi   quasi
ti   sveglio…

Isabella  Scotti    luglio   2017

testo  :   copyright   legge   22   aprile   1941   n°   633

Incipit    in   neretto   dalla   poesia   ”Sabbie   mobili  ”  di   Jacques   Prèvert

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Amore lontano

“Nella sabbia del tuo letto
Ti agiti sognando”
L’amore  così  lontano
Senti le sue carezze
Il suo respiro sulla pelle
Brividi ti scuotono
Nella buia stanza
Ci sei solo tu
Lacrime fra le ciglia

Ma.Vi
Incipit da Sabbie mobili di Jacques Prevert

Immagine  in rete

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I tesori del mare

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Come in un sogno


Come in un sogno
con dolce delicatezza
abbandonarsi
nell’incessante scorrere
senza meta
Come in un sogno
l’amore viene 
con passi silenziosi (1)
eterno il presente
senza inizio né fine

Trilce Marsh Vázquez

(1)Rabindranath Tagore

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Buongiorno bloggers

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Conchiglie!

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Lasciandoti vuota

Le palpebre si muovono
nel salto dell’emozione,
le contrazioni confondono
la profondità.
Ma l’abisso dell’infelicità
ti porta nella sabbia
del tuo letto ti agita sognando.
Il terrore ti sveglia lasciandoti vuota
ad ascoltare i battiti del cuore.

oddonemarina- immagine web

incipit:Nella sabbia del tuo letto ti agiti- da “Sabbie mobili” Prévert

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Luna Piena

scende
sera nel rosso tramonto
cielo si svela
con luna
piena

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Una parentesi rosa

Era un tuffo in un momento rosa
occorreva un istante di pausa sulla soglia
un lieve sospiro, uno stacco
l’arrendersi agli assilli del presente.
E allora accadeva che in punta di piedi
le strofe fluivano da sole
inanellando versi
mentre una profonda pace
scendeva nell’animo.
La poesia prendeva corpo
una parentesi nello spazio
dell’istante, mentre la vita
scorreva con maggior piacere
dimenticando il giorno.

Monte Rosa – Immagine del Web

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Briciola #105

Solitudine è
un piatto svelto
e rigurgiti d’anima

DNC

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Innocenti fantasie.

Scatto di Luigi  Corsanico

Quando ero un’innocente bambina

vedevo la luna

come un foro nel cielo

 che mi faceva

 intravedere la luce

che era al di là

 del invisibile hai miei occhi.

Fantastiche fantasie.

La luna è là

Perennemente splendente

faro dei sogni

per i naviganti

del mondo.

Franca Novello ©

 

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Pensiero…

Violaceo tramonto accompagna verso la sera …


Ultimi raggi di sole illuminano gli alberi,piccole carezze…

Ecco è giunta la luna, lampione della notte dal delicato pallore.

@ orofiorentino

foto di Luigi Maria Corsanico, grazie

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Alba strana

Funesti   presagi  
nell’  alba   rosata.
Son   tristi
lamenti
portati   dal   vento.
Gemiti
che   si   fan   strada
tra   rami   d’alberi
listati
a   lutto.

Isabella  Scotti   luglio   2017

testo  :   copyright   legge   22   aprile   1941   n°   633

Grazie   a   Luigi   Corsanico

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Nuvole nere.

Scatto di Luigi  Corsanico.

Quando le nuvole nere

avvolgono il cielo

 il sole rende

  più infuocato

 il tramonto

ed è incanto .

Franca Novello ©

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Occhio…

Occhio
vigile   la   luna  , vivida
presenza   tra   rarefatte
nubi ,  trasparenti
veli

Isabella   Scotti   luglio   2017
testo  :   copyright   legge   22   aprile   1941   n°   633

Grazie   a   Luigi   Corsanico

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Infuocato tramonto

 

Demoni
in   festa   hanno   dato
fuoco   al   cielo
sgomenti   alberi
osservano

Isabella  Scotti   luglio   2017
testo  :  copyright   legge   22   aprile   1941   n°   633

Grazie   a   Luigi  Corsanico

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Dal tramonto

Ogni
Tramonto ha la sua magia
Uguale e’ solo
Malinconia che
Assale

Poi
Pallida arriva la luna
A regalare sogni
A cuori
Innamorati

Ma.Vi
Collage delle foto di Luigi Maria Corsanico-Grazie 

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Tramonto vulcanico

Tramonto vulcanico
fuoco il rosso
che accende il cielo

Trilce Marsh Vázquez.

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Sull’altopiano di Giza (quinta ed ultima parte)

Gli scavi nella necropoli di Deir el-Medina erano stati coronati dal successo. Era stata riportata alla luce la tomba di Pashedu, un artigiano e artista dell’era di Ramses II (XIX dinastia, XIII secolo a.C.). Pashed o Pashedu, il cui nome significa il Salvatore, fu caposquadra di uno dei gruppi di lavoratori che realizzarono le grandi sepolture reali. Infatti, Deir el-Medina era il villaggio che ospitava le famiglie degli artigiani addetti ai lavori delle tombe Reali. All’interno della tomba, decorata da splendide pitture, fu ritrovato un papiro “libro dei morti” ed altri oggetti del corredo funerario del defunto. Lord Hamilton era entusiasta, dopo mesi di duro lavoro sui rilievi e sulla la catalogazione degli oggetti, furono preparate le bozze per la pubblicazione della scoperta e l’inaugurazione fu fatta con una sontuosa festa al Cairo, al Mariott Hotel, presso la sala conferenze e il rinfresco venne allestito ai bordi della piscina.

L’euforia aveva invaso i partecipanti. La scoperta era di notevole interesse archeologico. Luigi, accompagnato da Anna, si stava congratulando con Lord Hamilton, tra i tavoli ai bordi della piscina, quando vi fu il primo scoppio.  Inizialmente sembrava una salva di petardi. Ma uomini vestiti di scuro riversavano correndo raffiche di Kalashnikov sui presenti.

Urla, panico…  Una esplosione presso il banco dell’ ingresso… La folla impazzita… Cadaveri che galleggiavano nella piscina… Spari di risposta dagli uomini addetti alla sicurezza…  Ai primi spari Luigi si era gettato su Anna e ora giacevano immobili a terra dietro un tavolino rovesciato.  L’attacco terroristico si era concentrato nella hall gremita di gente. Il terrore durò per lunghe sei ore con un bilancio di venti vittime, di cui due bambini e cinquanta feriti. I terroristi furono eliminati dalla task force dei corpi speciali antiterrorismo. L’ultimo terrorista, asserragliato nella sala conferenze si fece esplodere verso le prime ore del mattino.  Luigi e Anna erano illesi. Abbracciati, sull’ingresso dell’hotel, guardavano il Nilo scorrere, il sole che era una palla arancione immobile nello smog che fendeva l’aria. La cacofonia di clacson si levava alta come tutti i giorni. Un uomo con un carretto pieno di pane, trainato da un asino, passò lentamente davanti a loro, tra lo scorrere nervoso delle auto. Loro erano vivi. Il loro amore era vivo. Il Cairo era vivo, e un nuovo giorno si affacciava nelle loro vite.

FINE

Postfazione

Questo breve raccontino nasce su proposta della Nostra Commedia, “Un racconto, iniziativa estiva”. Quando ho iniziato a scriverlo non avevo la minima idea di dove mi avrebbe portato la storia. Vuoto totale. Scrivere è un processo misterioso, e in parte autobiografico. Frammenti di vite (la propria e quelle degli altri) si prendono a prestito e si coagulano sulla pagina. Avrei voluto far fare una gita sul barchino nel fiume Cam, a Cambridge, a Luigi e Anna, ma loro spingevano verso altri luoghi. A Venezia avrei voluto vederli seduti all’Harry’s Bar, ma erano sgattaiolati all’osteria Codroma. Infine, al Cairo, mi sarebbe piaciuto che avessero visitato la Citta dei Morti (viva più che mai), e il Museo egizio con la maschera di Tutankhamon, ma anche qui, avevano altri itinerari.  Amo pensare che oggi, Anna e Luigi, usciti dalla pagina, stiano assaporando altrove la loro vita. E di questo ne sono felice.

L’autore.

Pubblicato in Iniziativa estiva 2017 | 5 commenti