Verso la meta – Enna

La metà non è lontana mi avviao verso Misterbianco che è attraversato dalla strada statale 121 Catanese, che partendo da Catania porta a Paternò, Adrano, Regalbuto, Agira, Enna e fino a Palermo. È collegata, per mezzo della Tangenziale di Catania, alla A18 e alla strada statale 114 Orientale Sicula per Siracusa. Anticamente l’abitato si sviluppava su di un rilievo alle pendici dell’Etna con terre fertili e attraversato dal fiume Amenano. Il nome cittadino deriva da Monasterium Album, un Monastero che sorgeva in contrada Campanarazzu, i cui monaci probabilmente domenicani indossavano un saio bianco, che venne distrutto, assieme all’antico borgo, dall’eruzione dell’Etna del 1669. Il territorio apparteneva in precedenza al Convento delle Moniali di San Giuliano di Catania. La ricostruzione fu condotta in maniera per quanto possibile fedele alla precedente struttura cittadina. A Misterbianco vi sono alcune aree archeologiche con reperti del Neolitico, insediamenti greco – romani e bizantini (nella contrada Erbe Bianche) e i resti di un Acquedotto d’età romana

Misterbianco

Una rapida visita ed eccomi a Enna. Fu denominata Castrogiovanni (Castrojanni) fino al 1927, anno in cui riprese l’antico nome di Enna. La città è stata definita Urbs Inexpugnabilis dai romani per la sua imprendibilità.

Enna

Nei tre millenni precedenti è stata roccaforte quasi inespugnabile di siculi, greci, romani, bizantini, arabi, normanni, svevi e aragonesi. I suoi principali monumenti storici sono il castello, la torre di Federico II, la Rocca di Cerere ed il duomo. È sede dell’Università Kore. L’Università Kore di Enna è la più giovane fra le università siciliane; fondata nel 2005 è l’unico istituto universitario fondato in Sicilia dopo l’Unità d’Italia; gli studenti iscritti sono circa 4 052. È stata presieduta dal prof. Cataldo Salerno.

Oltre alla Kore, è presente il Fondo Proserpina, che effettua da remoto alcuni corsi per conto dell’università romena Dunărea de Jos di Galați.

Lasciata
Catania attraverso la dorsale
siciliana senza mare
ricca interessante
originale

Informazioni su jalesh

Jalesh (Signore protettore dell'acqua) La vita nasce dall'acqua è l'acqua è vita. Tutte le culture nella storia del nostro pianeta hanno attribuito all'acqua il più elevato valore simbolico e le hanno riconosciuto il ruolo centrale nella vita umana. Vitruvio sostiene che senza l’energia proveniente dai quattro elementi (aria-fuoco-terra-acqua) nulla può crescere e vivere; per questo una divina mens ne ha reso facile la reperibilità. L’acqua, in particolare, “est maxime necessaria et ad vitam et ad delectationes et ad usum cotidianum”, senza trascurare il fatto, dice Vitruvio, che è gratuita. Così essa non è mai una sola cosa: è fiume e mare, è dolce e salata, è nemica ed amica, è confine e infinito, è “principio e fine” dice Eraclito
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2 risposte a Verso la meta – Enna

  1. Rosemary3 ha detto:

    Splendido anche l’entroterra siciliano: ha le sue meraviglie… Splendido post…
    Ros

    Piace a 1 persona

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