Capo Palinuro

Immagine web

Palinuro personifica il caro nocchiero di Enea, che perde la vita perché il dio del sonno lo fa addormentare con musica e dolci parole e poi lo butta in acqua. Così si avvera quello che il fato aveva sempre detto: per far sì che Enea raggiunga il Lazio, uno di loro, un troiano dovrà morire. Enea accortosi della mancanza dell’amico lo cerca ma non trovandolo immagina la sua morte. In realtà, come raccontato nell’Eneide, Palinuro nuota fino a raggiungere la costa, dove viene ucciso dai Velini e lasciato insepolto sulla riva del mare; per questo motivo, quando Enea scende agli Inferi e incontra il fantasma del suo nocchiero, questi lo prega di cercarne il corpo e di dargli degna sepoltura, affinché la sua anima possa riposare in pace. Ma, etimologie leggendarie a parte, nelle cronache e nei documenti medievali e rinascimentali il nome si trova solo nella forma Capo Palinudi (presumibilmente quindi dal l. palus-paludis, ‘palude’) e vedi infatti anche il catalano medievale Cap de Pelanuda; in seguito fu ulteriormente corrotto in ‘Palinuro’ dalla dizione dialettale locale.

Coste

a strapiombo, calette, grotte

mare di cristallo

bellezza senza

pari

@ Orofiorentino50

Questa voce è stata pubblicata in Iniziativa estiva 2022, Le Petit Onze. Contrassegna il permalink.

Una risposta a Capo Palinuro

  1. jalesh ha detto:

    Bellissima località ottima dissertazione e Petit Onze appropriato. Complimenti bravissima

    "Mi piace"

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