Asiago ( ultima tappa tour estivo )

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Allora la Duse , come avete visto , prediligeva come luogo a lei più caro Asolo. Noi tutti di casa ne abbiamo un altro di luogo , che occupa un posto speciale nel cuore di ciascuno di noi ed è Asiago . Fin da ragazzina ne ho calpestato i prati, scoprendo i suoi boschi e visitando i suoi cimiteri di guerra, l’ ossario . Quante escursioni da malga a malga. I panorami stupendi, le mucche al pascolo, il latte appena munto, il formaggio Asiago dop, il cui gusto unico è tutt’altra cosa rispetto a quello che si trova al supermercato. E poi la soppressa, la ricotta fresca, le caciotte, il burro e tanti altri salumi. E la polenta? Mentre scrivo ho l’ acquolina in bocca. Sapori che ogni volta che torniamo da quelle parti non possiamo non ri-gustare. Camminare sull’erba tra pietre sparse qua e la’, annusando i profumi di una terra affascinante che avremo per sempre nel cuore. E poi la storia, la Grande Guerra, i bunker , i sentieri, i fortini.

L’Altopiano dei Sette Comuni è stata la più piccola federazione politica d’Europa mai esistita. Distribuita nella fascia centrale delle prealpi venete, questa zona turistica non può non affascinare per tutto ciò che ha da offrire sia d’ inverno che d’estate. Noi l’ abbiamo apprezzata in tutte le stagioni. Con la neve e senza è tutta da scoprire e amare.

Asiago è la località più nota dell’ omonimo altopiano. Abitata fin dalla preistoria, la zona viene colonizzata intorno all’ anno Mille da popolazioni di lingua tedesca, la cui storia si intreccia con leggende e tradizioni . La  lingua cimbra  (Zimbar) è un idioma  germanico di origine bavarese-meridionale  diffuso storicamente in alcune zone del Veneto e, più tardi, anche del  Trentino ( wikipedia ) Essa fu parlata per svariato tempo, ma nel 1899 Asiago era già italianizzato.

Intorno al 1300 la popolazione si dà uno statuto comunitario che rimane in vigore fino al 1808. La comunità , dopo essere appartenuta agli Scaligeri e ai Visconti, si sottomette a Venezia nel 1404 seguendone le sorti fino alla fine della Repubblica.

Ben poche tracce sono rimaste del periodo antico per le tremende conseguenze della Prima Guerra Mondiale, che qui si è combattuta con particolare accanimento : i resti dei caduti sono raccolti nel grande Ossario che domina la zona e che ospita i resti di 19.900 soldati austroungarici, e ben 34.286 caduti italiani. Vicino si trova il Museo del Sacrario che raccoglie documenti, cimeli e fotografie rinvenuti sul campo di battaglia.

Tutto l’Altopiano di Asiago e le sue montagne possono essere paragonati a un enorme museo storico all’aria aperta della Prima Guerra mondiale. Ricordo ancora quando con mio padre, andando in gita sull’ Ortigara, trovammo le lattine arrugginite nelle quali i soldati mangiavano. Vi dico , tanta emozione nel raccoglierle.

Un pò di storia

L’Altopiano  di Asiago, prima ancora  dello scoppio delle ostilità, era stato “preparato” per sostenere un conflitto  con le nazioni confinanti. Sebbene Italia e Austria fossero legate fin dal 1882 da un patto di alleanza, già nel 1908 era infatti iniziata l’opera di fortificazione lungo  il confine italo – austriaco con la creazione di quella che verrà chiamata la “cintura corazzata degli altopiani“. In particolare sul territorio dei Sette Comuni, o  nelle adiacenze, gli italiani innalzarono i forti CorbinCampolongoVerena e Lisser, a  cui risposero gli austriaci con i forti LusernaVerle e Spitz di Vezzena.

L’inizio delle ostilità: la guerra dei forti

All’inizio delle ostilità, avvenuto il 24 maggio del 1915 con il primo colpo di cannone sparato dal Forte Verena, prendeva il via La Grande Guerra sull’altopiano, conflitto che, per i primi due mesi, fu soprattutto una “guerra dei forti“. Il Forte Verena ebbe un iniziale ruolo di dominatore ma ben presto gli austriaci fecero salire sull’altopiano pezzi di  artiglieria di tale gittata e potenza che a nulla poterono le fortezze italiane. Nel giro di pochi mesi, infatti, furono disarmate e abbandonate.

La guerra  dei  soldati e la  Strafexpedition

Iniziava a questo punto la guerra dei soldati, fatta di lunghe e mortali attese nelle trincee e di attacchi  inutili e suicidi. I primi furono  quelli condotti nella Piana del Vezzena, dove due successivi attacchi italiani furono facilmente respinti dagli austriaci. All’inizio del 1916 il comando austroungarico decise di passare all’attacco dando il via all’”offensiva di primavera”, ricordata con il nome di Strafexpedition, la “missione punitiva” contro il traditore italiano.
L’esercito austroungarico sfondò le linee italiane in Val d’Assa raggiungendo la conca centrale  dell’altopiano e dando il via all’esodo delle popolazioni locali. La linea difensiva italiana arretrò molto, attestandosi in alcune zone, come al Monte Cengio e a Cima  Pau, proprio sull’orlo dell’altopiano.

L’Operazione K nel 1917

Ma il vero dramma si consumò l’anno successivo, il 1917, quando  i comandi italiani  decisero  di  recuperare posizioni lanciando una controffensiva in grande stile. Su dava il  via alla tristemente famosa “Operazione K”,  che conobbe il  suo punto  più  drammatico nella battaglia dell’Ortigara. In questa persero  la vita migliaia di soldati  italiani, circa 28.000, a  fronte di conquiste territoriali irrilevanti.
In seguito allo sfondamento austriaco a Caporetto, l’esercito italiano si ritirò nuovamente dalle sue posizioni, resistendo inizialmente lungo la linea Fior- Castelgomberto per poi arretrare oltre la Val Frenzela. Qui tre modesti rilievi, il Valbella, il Col del Rosso e il Col Ecchele (da allora chiamati i Tre Monti), rappresentarono l’ultimo caposaldo italiano prima  della completa disfatta. Ma lo sforzo bellico austriaco era stato eccessivo e le risorse erano ormai allo stremo. Dopo un’eroica resistenza  all’ultimo grande attacco austriaco del 15 giugno 1918, l’esercito italiano riconquistava i Tre Monti e  dava il via a un grande contrattacco. La guerra era ormai alla fine e di lì a pochi mesi, con la battaglia del Piave, si giungeva all’armistizio del 4 novembre 1918  che poneva fine alle ostilità.

Di  questo sconvolgente periodo l’altopiano porta ancora rilevanti tracce, soprattutto nelle zone dove più aspri e prolungati  furono i combattimenti. Montagne  sbriciolate dalla potenza di cannoni e mortai, lunghe trincee che percorrono crinali e vallate, possenti ruderi di fortificazioni, centinaia di chilometri  di strade sterrate  che permettono di raggiungere anche i luoghi più impervi. Ma i segni lasciati sul territorio  perdono  di significato se non si pensa sempre a  chi, in quei luoghi, perse la vita. La vera  anima cruenta del conflitto  la si può quindi ritrovare nelle decine di piccoli cimiteri disseminati  su tutto l’altopiano,  nelle molte lapide innalzate per  ricordare gesti e operazioni eroiche, nel piccolo, ma ricco Museo della Grande Guerra di Canove, nell’imponente  Ossario di  Asiago, innalzato sul  Laiten.

Dal sito http://www.lemelette.it

Asiago diede i natali nel 1921 al grande scrittore Mario Rigoni Stern che si rivelò al pubblico nel 1953 con ” Il sergente nella neve ”, scrivendo poi ” Ricordi della ritirata di Russia ” , uno dei libri più famosi del dopoguerra, ” Le stagioni di Giacomo ” un libro che è testimonianza appassionata e narrazione di memoria. Gli valse il Superpremio Grinzane Cavour 1996

Riporto qui dal suo libro ” Inverni lontani ” un breve tratto

Ora, giorno dopo giorno si sta avvicinando l’ inverno e avrò tante memorie. Sarà come ritornare bambini, come ascoltare tante voci. Rivedere lumi nella steppa, amici, cari volti femminili. Oggi nell’ acqua piovana raccolta sotto le gronde che scendono dal tetto vedo anche tante nevi lontane che il sole ha sciolto e riportato qui ”.

Un mondo quello di Rigoni Stern che ci riporta al gusto delle cose semplici. una poesia del vivere dove tutto ha un senso.

Vorrei avere

ali per volare

ogni volta

che ne sentissi

il desiderio ,

per tornare qui

e mettere radici.

Rimanere

per respirare

aria pulita

e spaziare

con lo sguardo

all’ infinito

Isabella Scotti settembre 2021

testo : copyright legge 22 aprile 1941 n° 633

Tema settimanale : dalla citazione del Dalai Lama le cinque parole in neretto

Avrei voluto mettere qualche foto di Andrea di Asiago ma non so dove sono. Magari se le trovo ve le farò vedere. Per ora buonanotte. Scusate questo post in ritardo con l’ iniziativa estiva ma oramai la mia vita si è complicata. Il tempo a mia disposizione è solo la sera , ma francamente mi stanca molto stare al pc dopo una giornata di corsa. So che capirete. Grazie. Buonanotte a tutti

La vostra Isabella

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Informazioni su tachimio

Buongiorno a tutti. Sono Isabella l'autrice di ''Miscellanea- Visioni e palpiti del cuore-pensieri nascosti sotto forma di parole''.Sono una donna di 59 anni, sposata dal 1975 con due figli grandi: Chiara,ballerina professionista di danza contemporanea dedita oggi all'insegnamento , sposata, e Andrea, laureato in economia vicino a diventare dottore commercialista a tutti gli effetti. Mio marito ingegnere è oggi tranquillamente(si fa per dire) in pensione.Ho detto ''si fa per dire'' visto gli impegni che si è creato per non rimanere sempre a casa(vedi amici ect.) Insomma una bella famiglia con a carico anche un gatto un pò vecchiotto e ora con qualche problemino di salute.Ho scritto questo libro senza sapere di essere ''portatrice sana'' di parole che sono uscite così, per caso, ma che una volta fuori, non ho potuto più controllare. Ora spero che qualcuno di voi possa essere interessato alla sua lettura.Posso solo dire che mia figlia con la sua vita di artista, ha senz'altro influenzato un pò la mia nel farmi apprezzare, attraverso la danza, l'arte e in generale il ''bello'' che si trova in ogni forma espressiva(retaggio anche della mia cultura classica).Con questo spero siate in tanti a leggere il libro.A presto Isabella
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3 risposte a Asiago ( ultima tappa tour estivo )

  1. jalesh ha detto:

    Notizie interessanti. Un bel tour complimenti bravissima

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  2. silviatico ha detto:

    Incantato vi leggo, seguendovi per camminamenti e trincee..
    Grazie con una carezza di brezza soave

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    • tachimio ha detto:

      Mio caro messere che gioia che mi date. Seguirmi è una bella avventura. Ci sono luoghi che valgono una visita davvero mio caro.Sono contenta di avervi proposto itinerari da vivere e da scoprire. I fortini della prima Guerra Mondiale sono assolutamente da non perdere. E Asiago ne ha tanti da visitare. Un caro, tenero abbraccio. Che la vostra giornata possa ancora resistere , niente pioggia come invece è qui da stamani presto. Vi lascio anche una carezza a scompigliarvi i capelli. Monna Isabella

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