La nebbia

“La nebbia agli irti colli piovigginando sale… ” Giosuè Carducci

La nebbia agli irti colli piovigginando sale…Poesia, ancora poesia, versi dispersi come spore al vento, mentre la nebbia, quella vera, ti avvolge declinando tutta la sua umidità. Ti ritrovi immerso in una dimensione priva di orizzonti, in uno spazio abbacinante, lattiginoso, che si avvolge su se stesso cancellando ogni altrove.

Lenta si insinua in ogni luogo, azzerando il tempo, annullando i rumori, carezzando i tuoi ricordi. Immagini che si alternano, che giungono da luoghi remoti, spazi assenti che tornano al presente. Tu che cammini in un viottolo di campagna, tra la brina che disegna siepi e alberi in bianchi merletti di frutta candita, in un freddo siderale immerso di silenzio. Un muro lattiginoso, immenso, privo di confini che si capovolge su di te. Perdi l’orientamento dei tuoi passi. Torni e ritorni in quel limbo bianco. Scomparsa la campagna, scomparsa la città, scomparso il cielo, scomparsa la terra, c’è solamente lei con la sua fluida umida anima gelida.

Ti senti esploratore dell’ignoto, dell’infinito; non avverti un confine, uno sbarramento, una fine. Sono le luci dei tuoi 17 anni che bucano la nebbia, su quel filobus che stanco ti riporta a casa. E’ quella via che sale, inghiottita dalla notte, con la nebbia che la fagocita, la nasconde.

È quell’insegna al neon, dai lampi viola, che lacera per qualche istante l’umido velo, che si impone con il suo inutile richiamo, subito riassorbita da quella matassa di cotone bianco. É quel muro che ti costringe abbassare il finestrino per seguire quella striscia bianca tra le due corsie, in quell’auto che corre verso gli anni a venire. Sono gli spilli che ti fanno bruciare gli occhi, generati da quell’interminabile banco che avvolge molteplici infiniti. In quella notte screziata di bianco, che scorre e si dissolve sotto le luci dei lampioni, esuli zolfanelli urbani.

É il tuo viso che emerge da un’altra nebbia, quella degli anni lontani, degli amori acerbi, che conservi nel tuo sguardo, nel tuo sorriso, nel profumo che avvolge i tuoi capelli. In quel bacio condiviso da brufoli e chewin-gum.

Nebbia, nebbia di versi, di parole, di immagini, di sentimenti. Nebbia di passioni, di tutti i tuoi ieri, di oggi, di domani. Nebbia, ancora umida e bianca nebbia.

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2 risposte a La nebbia

  1. jalesh ha detto:

    Splendida dissertazione della nebbia e i suoi effetti ottici , ma l’emozione più bella anzi oserei dire bellissima è il parallelo che tu fai con il percorso della vita dai 17 anni in poi…stupendamente (non so se dice) affascinante tale da catturare l’attenzione e non solo le emozioni dei lettori. Complimenti bravissimo Rinaldo.

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  2. tinamannelli ha detto:

    E’ una delle poesie che amo di più tu ne fai una dissertazione particolare, ritorni a tempi della gioventù quando si era freschi e spensierati. Stupenda lettura, complimenti Rinaldo ❤

    Piace a 1 persona

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