Vittorio Alfieri

Asti 1749/Firenze 1803 – poeta scrittore drammaturgo del ‘700

Piemontese dell’epoca iniziò a scrivere in piemontese, poi essendo nobile, apprese prima il francese e poi l’italiano, cioè il toscano classico. Nasce dai Conti di Cortemilia, ad un anno perse il padre e la madre in terze nozze sposa un parente del marito (sempre un Alfieri). Fu affidato ad un precettore senza compagnia, ultimo di 5 figli avuti dai primi due mariti della madre. Persona sensibile, solitaria ed insofferente alle regole, tendeva alla nevrosi, avendo per tutta la vita disturbi psicosomatici. Nel 1758 entrerà all’Accademia Reale di Torino, dove non si trovò bene. Studiò grammatica, retorica, filosofia e legge, ma non stimolato abbastanza. Dopo la morte dello zio che lo aveva iscritto, lasciò l’Accademia non terminando gli studi e si arruolò nell’esercito, diventando portainsegna (tradizione di famiglia di qui il nome Alfieri). Incominciò a viaggiare dopo il congedo in Europa, Parigi , Londra e Paesi Bassi. Il marito della sorella Guilia cerca di combinargli un matrimonio, ma questo tentativo fallì. A Londra conobbe Penelope Pitt (moglie del Visconte Edward Ligonier) avendo una relazione amorosa. Ma il marito, scoperto l’inganno, sfidò a duello l’Alfieri, lo scandalo e il processo per adulterio, pregiudicarono una sua possibile carriera diplomatica. Ricominciò a viaggiare e in Portogallo conobbe l’abate piemontese Tommaso Valperga di Caluso, che lo esortò a finire gli studi letterari. Si trovò casa a Torino e con i vecchi amici dell’accademia si riunivano a parlare. Incominciò la sua vita letteraria, accostandosi alle opere di Niccolò Macchiavelli, arrivando a farsi legare alla sedia dal servitore, per non avere distrazioni. Nel frattempo conosce la donna che lo seguirà fino alla sua fine – Contessa Stolberg Gederm contessa d’Albany, moglie di Edoardo Stuart, pretendente al trono giacobita di Gran Bretagna. Fu un’altro scandalo, ma questa volta il marito aggredì la moglie. Da quel momento lei lo seguirà nel suo lavoro e nei suoi viaggi, non si sposarono per non perdere la pensione che percepiva lei ormai vedova. Infatti lui aveva già dato la sua eredità alla sorella, lasciandosi un vitalizio a vita e decidendo di essere un cittadino del mondo contro tutte le tirannie. Morì fra le braccia della sua donna a Firenze, la quale fece costruire il monumento funebre, nella Basilica di S. Croce a Firenze che fu scolpito dal Canova.

Contrario

ad ogni tirannia decise

di essere solo

uomo di

lettere

 

oddonemarina -Flicks (V. Alfieri/monumento di G. Dini)

 

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Informazioni su oddonemarina

Amo la poesia, amo il cielo e l'aria. Mi piace leggere. E amo le fotografie perché lasciano una traccia di vita che scorre.
Questa voce è stata pubblicata in Iniziativa estiva 2020, Le Petit Onze. Contrassegna il permalink.

6 risposte a Vittorio Alfieri

  1. jalesh ha detto:

    Splendida dissertazione su Vittorio Alfieri, ottima presentazione abbellita dal tuo Petit Onze Appropriato. Complimenti bravissima

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  2. orofiorentino ha detto:

    Ciao Marina, ben tornata sono felice di leggerti. Bellissimo il tuo post su Alfieri e bello il Petit Onze. Bacioni 🙂

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