Il mio gruppo

Tra foglietti ingialliti del mio cuore, i ventricoli invecchiati dal tempo, c’è una pagina nuova che emerge, un’ancora a cui mi sono aggrappata, superando momenti difficili e tristi, pur soffrendo e scoprendo scheletri, riposti nello scrigno del dimenticatoio della memoria.
Pagina dopo pagina ho sfogliato il libro, della mia vita e grazie a voi tutte, sono riuscita a ricostruire questo impervio cammino che è la mia vita.
Ringrazio Mary che mi ha sferzato dei colpi bassi tali da mettermi in discussione e reagire con veemenza e rabbia.
Donatella che con la sua verve giovanile, la sua incapacità di prendere decisione, la sua dolcezza fanciullesca mi ha riportato alla mente episodi che avevano attraversato anche i miei figli nella loro adolescenza e ho capito quante volte non avevo saputo affrontare la loro titubanza nel prendere una posizione.
Alessandra con le sue risposte categoriche ed a volte perfino cattive a fare ridimensionare la mia presunzione e calarmi nella veste degli altri cercando di capire il perchè stessero accadendo certe emozioni.
Antonella con la pacifica convivenza con la sua malattia, la sua incapacità di perdere le staffe mi ha spronato ad avere meno ansie ed a prendere le cose dal verso giusto senza adirarmi come è nel mio carattere ribelle e caparbio.
Paola, l’ultima arrivata, apparentemente tranquilla sotto il profilo psicologico con qualche fragilità ed ansie rivolte soprattutto ai suoi figli e la forte tensione che subisce ancora da parte dei suoi genitori, mi ha colpito a tal punto da riconsiderare il rapporto anomalo che avevo e che ho con mia madre. Oggi grazie a lei vado a trovare mia madre un pochino più spesso.
Dulcis in fundo c’è Claudia. E’ banale dire che mi ha aiutato a crescere perchè è il suo obiettivo, il suo lavoro, pertanto parlerò anche della sua persona e non solo come la nostra psicologa.
Attenta silenziosa, a volte troppo, con una memoria da elefante, ha cercato di scavare nella mia mente le caverne oscure che si erano formate in questi anni con pazienza senza fretta, analizzando a volte anche i sogni di cui io avevo una paura terribile del significato che potessero avere nella vita reale.
Con una spiegazione logica e certamente avvalorata da tanti studiosi mi ha sfornato un giorno il significato del sogno: il vomito del cervello….queste sue parole mi sono rimaste impresse a tal punto che oggi sogno ma non presto più attenzione alle particolarità allo specifico del significato.
Non continuo a ringraziarvi perchè indorerei troppo la pillola. Ma una cosa è certa che se non fossi venuta qui dopo la morte di mio figlio Giuliano, oggi non so dove sarei…..
Ho ancora bisogno di voi tutte perciò spero che queste nostre sedute seppur più sporadiche e non in questo luogo possano continuare fin quando sarò proprio io ad allontanarmi e continuare a frequentarvi come carissime amiche che hanno fatto una bellissima crociera negli oscuri meandri degli abissi più profondi dell’anima con una durata del soggiorno più lunga del normale.
Non ci sono ricette per la felicità, basta cercarla e trovarla dentro di noi.

J.

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Informazioni su jalesh

Jalesh (Signore protettore dell'acqua) La vita nasce dall'acqua è l'acqua è vita. Tutte le culture nella storia del nostro pianeta hanno attribuito all'acqua il più elevato valore simbolico e le hanno riconosciuto il ruolo centrale nella vita umana. Vitruvio sostiene che senza l’energia proveniente dai quattro elementi (aria-fuoco-terra-acqua) nulla può crescere e vivere; per questo una divina mens ne ha reso facile la reperibilità. L’acqua, in particolare, “est maxime necessaria et ad vitam et ad delectationes et ad usum cotidianum”, senza trascurare il fatto, dice Vitruvio, che è gratuita. Così essa non è mai una sola cosa: è fiume e mare, è dolce e salata, è nemica ed amica, è confine e infinito, è “principio e fine” dice Eraclito
Questa voce è stata pubblicata in mini racconto, post guidato. Contrassegna il permalink.

11 risposte a Il mio gruppo

  1. jeshua2009 ha detto:

    Un percorso duro quello tuo mia cara Jalesh…perdere un figlio non è una barzelletta soprattutto nel pieno della sua gioventù, ma tu hai saputo con tenacia e forza d’animo affrontare questo scoglio insormontabile facendo di tutto….perfino terapia di gruppo che come leggo ti ha aiutato moltissimo. Complimenti mia dolcissima Jalesh un abbraccio ❤ ❤ ❤

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  2. oddonemarina ha detto:

    Ciao sono tornata anche se di malavoglia…anch’io ho scoperto che se mi prendo un po’ cura di me stessa (cosa che non faccio mai) miglioro l’umore…16 giorni con mia figlia un bellissimo sogno, ho scoperto la voglia di continuare anche se è rimasto tutto uguale ma mi sono rilassata l’anima…questo è un bene, bisogna parlare esprimere i propri sentimenti e non stare chiuse nei nostri dolori…un caro bacione ❤

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  3. Rosemary3 ha detto:

    Uno splendido mini racconto autobiografico che invita molto a riflettere…
    Un forte abbraccio
    Ros

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  4. Rosemary3 ha detto:

    ❤ ❤ ❤

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  5. orofiorentino ha detto:

    Ciao cara, ho letto tutto dio sa come, ma ne sono felice…sei sempre un’anima bella 🙂

    Piace a 1 persona

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