L’estate in PS

L’estate è la stagione del riposo, del rilassamento e anche della voglia di vivere la natura e la bellezza. Ma c’è un luogo che non smette di mai di essere al massimo ed è il PS. Giada è felice quando arriva l’estate, per le giornate lunghe di luce che l’accompagnano al rientro della sera dal lavoro, per il sole che brucia la pelle, per il cielo terso e azzurro, per i volti abbronzati e festanti della gente piena di colori e pantaloncini, piena di musica  e mare. Anche lei vive della stessa atmosfera elettrizzante e pensa alle lunghe camminate, ai tuffi, alla sabbia, ai monti, alle suonate, e pizze e birre al fresco della sera. Ma per quanto vive dei nuovi ritmi attorno, il suo ritmo rimane serrato e alquanto pesante. Le ferie riducono il personale negli ospedali ma il bisogno no, è  sempre lì in agguato nei volti dei grandi e piccini. Quando è  di turno nelle sale verdi, vede i casi meno urgenti ma è  lo stesso una grande maratona, la gente che arriva per le più disparate situazioni e malattie. Una mattina appena arrivata  giunge la notizia di una sua infermiera che aveva smontato dalla notte e che ritornando a casa in macchina aveva subito un incidente frontale. Ora era  lì distesa sulla spinale  con il collare cervicale, in pianto.

“Dai Giò non piangere, vedrai che non ti sei fatta niente. Sono solo contusioni, dovrai solo riposare e prendere antidolorifici. Te l’avevo detto che era meglio fare i bambini …”

La prende in giro Giada, Giò ha 35 anni e con il compagno non ha ancora deciso di avere un figlio.  Dagli accertamenti risulta solo un valido colpo di frusta e Gio’, provata dalla notte di lavoro e dallo stress e dai dolori, ritorna a casa con i suoi familiari. Giada vede i suoi riccioli neri che le scendono sulle spalle e prova una grande tenerezza perché siamo tutti fragili e sotto lo stesso cielo. Nel frattempo è entrato in sala 2  un uomo di 59 anni con le gambe gonfie scurite dalla discromie e dalle varici  con una richiesta di ricovero. È un uomo separato con una cardiopatia infartuale, ma ciò che si rileva impressionante è che non segue la terapia, che è depresso. Il suo volto è stravolto dal peso del suo passato, dal ricordo della figlia che non vede da quando era piccola, da una vita accompagnata solo dai volontari della comunità cattolica che si dedicano a lui e che l’hanno convinto a curarsi.

E poi ci sono due signori, fratello e sorella di più di 60 anni, agguerriti  e  venuti a refertarsi per le riferite aggressioni da parte dell’ex moglie all’uomo e alla sua sorella. Un mondo variegato  di sofferenze e violenza, talvolta incapace di carezze e perdono.

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6 risposte a L’estate in PS

  1. tinamannelli ha detto:

    Purtroppo anche negli ospedali accadono atti di violenza,, vera stupidità. Un pronto soccorso e un posto dove trovi di tutto e di più. Bello a presto… Complimenti ❤

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  2. jalesh ha detto:

    Una variante di personaggi alquanto ricca di particolarità e di problematiche diverse. Un bel post sul P.S. . Complimenti bravissima

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  3. orofiorentino ha detto:

    Hai colto una grande quantità di situazioni molto dolorose. Il PS è un luogo dove .e si impara tanto della vita degli altri. Beliissimo….brava 🙂

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