Il poeta

Alfredo arriva in sala urlando :

” Dove sono gli infermieri?”

” Stanno arrivando, è l’ora del cambio”

Cerca di calmarlo Giada  seduta accanto ad un paziente anziano nella sala di Emergenza 1.

È un uomo di 80 anni, ben vestito, di ceto sociale alto.

Le racconta di essere uno scrittore e poeta,  di avere essere proprietario di un famoso Hotel, di avere avuto una vita intensa, di essere stato anche coinvolto in una causa giudiziaria, da cui è uscito pulito e  ha  scritto un libro dedicato a questa brutta avventura . Ma il dramma più forte é che non vuole farsi curare. Ha una grave patologia all’addome e dovrebbe essere operato. Ma non vuole, é stanco e quasi quasi vuole lasciarsi morire. Giada nel frattempo gli ha fatto gli esami, radiografie e consulti. Ogni volta che incrocia il suo sguardo sono sorrisi, sono battute simpatiche, sono continue attenzioni al suo stato .

” Come va, si é alleviato il dolore?”

” Grazie, mi sento a casa, lo dirò a mia moglie e a mia figlia, che sono stato trattato da Re”.

Per  Giada questo é il massimo riconoscimento , che in una sofferente e caotica situazione possa trasparire un bene grande alla persona.

In Pronto Soccorso c’è molta gente, una grande confusione, barelle nel corridoio, anziani , uomini, donne ,in attesa di ricovero o di consulenza.

Dalla cucina chiamano Giada per una pausa caffè, Alfredo é li  che discute animatamente con gli infermieri per l’attribuzione dei colori al Triage, si lamenta di vedere in emergenza molti pazienti che dovrebbero essere visti nelle sale verdi.

Giada si avvicina  ed interviene nella discussione :

” Non é semplice valutare velocemente un paziente, non é un sistema perfetto, ognuno di noi é formato al compito che svolge , non possiamo pressare gli infermieri, devono sentirsi liberi di giudicare da soli , se hanno bisogno si confrontano con noi.”

Alfredo , se ne va arrabbiato, Giada ha le guance arrossate per la veemenza con cui prende posizione . Si rende conto di essere troppo diretta e qualche volta si trova nei guai.

A fine turno il paziente scrittore si convince a farsi ricoverare e Giada lo saluta con grande slancio anche se  ha una fitta al cuore per le sue gravi condizioni .

Dopo alcuni giorni al Pronto Soccorso si presentano due donne, cercano Giada, hanno in mano un libro e dei biglietti. Sono la moglie e la figlia del paziente scrittore, lui é morto ma ha chiesto di donare a Giada il suo libro e gli ingressi alla SPA del suo Hotel. Giada é commossa  e sconvolta, le abbraccia a lungo senza parlare , con il cuore pieno di gratitudine e dolore.

Ci sono uomini speciali, non perfetti, ma leali e capaci di gesti gratuiti ,questo definisce la grandezza del cuore umano.

Informazioni su mondidascoprire

donna
Questa voce è stata pubblicata in Iniziativa estiva 2019, racconto. Contrassegna il permalink.

5 risposte a Il poeta

  1. jalesh ha detto:

    Hai scelto una trama colma di emozioni ed anche di dolore e soffrenze..complimenti bellissimo bravissima

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  2. orofiorentino ha detto:

    Bellissimo, la descrizione minuziosa di un pronto soccorso e degli stati d’animo di chi ci lavora e di chi ha bisogno di cure. Complimenti di cuore

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  3. Rosemary3 ha detto:

    Lavoro ottimamente impostato…
    Ros

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  4. tachimio ha detto:

    Brava Annamaria. Mi pare che il tuo lavoro ( se non ricordo male ) ti ha ben ispirata. Complimenti. Un mondo ricco di umanità dove ancora trovare qualcosa di buono Baci. Isabella

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  5. oddonemarina ha detto:

    che bello! complimenti

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