Ed è Natale

Il pomeriggio è più affollato della mattina ma la ragazza spesso guarda fuori ed è così che vede due persone portare via la mendicante. Sente che la donna non è molto contenta di andare, sente come un pericolo, chi sono queste persone? Per una settimana, ogni giorno la stessa storia. Lei fa qualche domanda ma la “nonna” resta muta, ma i suoi occhi sono pieni di paura. Quella sera Camilla decide che deve far qualcosa. Esce dal negozio e si dirige al Commissariato della zona. Qui molto semplicemente racconta tutta la storia e dice quel che pensa. Il commissario, buon padre di famiglia e buon servitore dello stato, capisce e promette che farà i passi necessari per capire cosa succede. Dopo due giorni, si presenta al negozio una signora che chiede di Camilla. Semplicemente spiega di essere un agente di polizia e che dovranno permetterle di restare in negozio, da dove potrà controllare cosa succede fuori. Passano le ore, Camilla come al solito porta il panino alla vecchietta, resta con lei e poi ritorna al lavoro. Alla solita ora arrivano i due che prendono la mendicante e la portano via. L’agente immediatamente avverte col suo
telefono, chi di dovere. Viene così scoperta tutta una organizzazione che sfrutta gente
bisognosa e mendicanti.  Dopo qualche giorno il commissario avverte Camilla che la vecchietta è stata ricoverata perchè molto provata e con un principio di polmonite. Così Camilla la va a trovare… o scricciolo di donna che scompare sotto le coperte. Nella stanza c’è un piccolo albero di Natale. Lei le ha portato un dono. Nonna Marta, questo è il suo nome, ringrazia e piange e poi con mani tremanti scarta il  pacchetto, una leggera sciarpa, morbida come una piuma e bianca come la neve, la lascia a bocca aperta.
Camilla gliela mette sulla spalle e Marta sorride… “Grazie, mi hai regalato un bellissimo Natale, il calore della sciarpa ma soprattutto il calore della tua bontà” Tutti i giornali ne parlano, anche alla TV, ma Camilla non ha voluto che si scrivesse il suo nome, a lei non interessa l’ammirazione della  gente, a lei è bastato il sorriso sdentato di nonna Marta. Quella sera tornando a casa ha comprato dei marron glacé per la sua mamma. Mentre cenano, il telegiornale parla della vecchina e di tanti altri salvati grazie ad una ragazza di cui non si conosce il nome. “Meno male che ci sono ancora le brave ragazze a questo mondo come la mia Camilla” e abbracciando la sua bimba, come la chiama ancora, addenta felice un dolce marron glacè. Ed è Natale…

Fine

Ma.Vi

Immaginando di essere uno scrittore

Immagine russo raffaele

Questa voce è stata pubblicata in Natale 2017, racconto. Contrassegna il permalink.

6 risposte a Ed è Natale

  1. tinamannelli ha detto:

    Non sono riuscita a metterlo in corsivo, oggi fa le bizze il pc o wordpress.Un abbraccio ❤

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  2. Rosemary3 ha detto:

    Provvedo io, Tina…. Avvincente ed emozionante il tuo racconto…
    Ros

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  3. oddonemarina ha detto:

    Il mio cuore si è commosso…bravissima e complimenti cara Tina ❤

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  4. jalesh ha detto:

    Un bellissimo racconto avvincente adatto al Natale Complimenti bravissima

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  5. 65luna ha detto:

    Anche io mi sono commossa, chapeau Tina! 65Luna

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