Intervista all’insicuro

Caldo afoso,  non si respira, l’impianto  dell’aria  condizionata è  saltato, abbiamo chiesto il tecnico che solo nel pomeriggio potrà  venire. Tolte le giacche, rimboccate  le maniche,  via cravatte si torna al lavoro, il giornale non può  fermarsi. Io ho il mio solito articolo sull’economia, che oggi va come tutti sanno. La solita intervista col ministro del momento. Niente di nuovo sotto questo cielo. Finisco l’articolo, passo dal capo, che gli da un’occhiata e mi da l’ok. Per oggi ho finito, penso già  a una bella doccia e al mio divano e al mio condizionatore che funziona. Il traffico del venerdì mi fa perdere tempo, cambio tragitto e mi ritrovo al centro di una tragedia. Polizia e pompieri, la gente tutta a guardare verso un palazzone, di quelli dove ci abita gente modesta, dove senti odor di cavoli per le scale. Un uomo sta in piedi sul davanzale, pronto a buttarsi giù.  Chiedo notizie al capo squadra dei vigili, mi dice che ancora nessuno è  riuscito a saperne molto. Chiedo se posso andare, sono una cronista spiego. Vengo accompagnata sino al decimo piano. Una casa modesta tanta gente a guardare, c’è  un polizziotto che gli sta parlando. Mi avvicino e chiedo di potergli parlare. –” Ciao, sono Adriana,  sai sono una giornalista, forse posso aiutarti il mio è  un giornale importante. Come ti chiami, perché  vuoi fare questa stupidata?” Mi guarda appena, sta tremando. ” Dimmi il tuo nome, dai ti faccio una intervista, domani tutti sapranno di te. Tutti cercheranno di aiutarti”  Silenzio, sento le voci che arrivano dalla strada. “Filippo, e voglio finirla” “Ok Filippo, spiegami il perché. Sei rimasto senza lavoro, la tua donna ti ha lasciato? – ” Il lavoro non mi manca, non ho una donna, io non ho nulla, solo vuoto e allora voglio finirla la morte riempirà  questo vuoto.”- Mi fa un certo effetto sentire queste parole. La solitudine, la mancanza di interessi  hanno creato un uomo triste, a cui è  venuta meno la voglia di vivere. “Ti piace leggere? Ti piace la poesia? Sei mai andato a teatro o ad una partita di calcio?” “A me non piace leggere, detesto la poesia e tutto il resto” mi risponde. Lo guardo e penso che ha un aspetto piacevole ma che il troppo negarsi il tutto lo ha reso insopportabile. Decido che ha bisogno di una bella scossa -” Ok amico, sei irrecuperabile, chi non ama la poesia o una buona lettura non ha bisogno di vivere. Ok, ti lascio non hai bisogno ne di me ne di nessuno. Fai quel passo …. ti saluto”. Mi allontano ,  cento occhi mi guardano, in questo momento tutti stanno pensando che sono una “bastarda”. Sento come un urlo….. la scossa è  servita. Filippo ora è  accudito da un medico. Piano tutti vanno via, restiamo soli “Grazie” mi dice.Restiamo a parlare per molte ore, quando lo lascio sono sicura che domani Filippo leggerà  la sua prima  poesia e anche l’articolo che vado a scrivere – Intervista all’insicuro”
Ma.Vi

Immaginando di essere un cronista

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4 risposte a Intervista all’insicuro

  1. jalesh ha detto:

    Un bel mini racconto d’impatto forte bravissima hai colto il servizio del cronista. Complimenti

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  2. orofiorentino ha detto:

    Davvero molto reale, bravissima Tina. A volte serve davvero una scossa quasi brutale per riportare il lume della ragione a posto. Complimenti di tutto cuore mia cara 🙂

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