Sull’altopiano di Giza (quinta ed ultima parte)

Gli scavi nella necropoli di Deir el-Medina erano stati coronati dal successo. Era stata riportata alla luce la tomba di Pashedu, un artigiano e artista dell’era di Ramses II (XIX dinastia, XIII secolo a.C.). Pashed o Pashedu, il cui nome significa il Salvatore, fu caposquadra di uno dei gruppi di lavoratori che realizzarono le grandi sepolture reali. Infatti, Deir el-Medina era il villaggio che ospitava le famiglie degli artigiani addetti ai lavori delle tombe Reali. All’interno della tomba, decorata da splendide pitture, fu ritrovato un papiro “libro dei morti” ed altri oggetti del corredo funerario del defunto. Lord Hamilton era entusiasta, dopo mesi di duro lavoro sui rilievi e sulla la catalogazione degli oggetti, furono preparate le bozze per la pubblicazione della scoperta e l’inaugurazione fu fatta con una sontuosa festa al Cairo, al Mariott Hotel, presso la sala conferenze e il rinfresco venne allestito ai bordi della piscina.

L’euforia aveva invaso i partecipanti. La scoperta era di notevole interesse archeologico. Luigi, accompagnato da Anna, si stava congratulando con Lord Hamilton, tra i tavoli ai bordi della piscina, quando vi fu il primo scoppio.  Inizialmente sembrava una salva di petardi. Ma uomini vestiti di scuro riversavano correndo raffiche di Kalashnikov sui presenti.

Urla, panico…  Una esplosione presso il banco dell’ ingresso… La folla impazzita… Cadaveri che galleggiavano nella piscina… Spari di risposta dagli uomini addetti alla sicurezza…  Ai primi spari Luigi si era gettato su Anna e ora giacevano immobili a terra dietro un tavolino rovesciato.  L’attacco terroristico si era concentrato nella hall gremita di gente. Il terrore durò per lunghe sei ore con un bilancio di venti vittime, di cui due bambini e cinquanta feriti. I terroristi furono eliminati dalla task force dei corpi speciali antiterrorismo. L’ultimo terrorista, asserragliato nella sala conferenze si fece esplodere verso le prime ore del mattino.  Luigi e Anna erano illesi. Abbracciati, sull’ingresso dell’hotel, guardavano il Nilo scorrere, il sole che era una palla arancione immobile nello smog che fendeva l’aria. La cacofonia di clacson si levava alta come tutti i giorni. Un uomo con un carretto pieno di pane, trainato da un asino, passò lentamente davanti a loro, tra lo scorrere nervoso delle auto. Loro erano vivi. Il loro amore era vivo. Il Cairo era vivo, e un nuovo giorno si affacciava nelle loro vite.

FINE

Postfazione

Questo breve raccontino nasce su proposta della Nostra Commedia, “Un racconto, iniziativa estiva”. Quando ho iniziato a scriverlo non avevo la minima idea di dove mi avrebbe portato la storia. Vuoto totale. Scrivere è un processo misterioso, e in parte autobiografico. Frammenti di vite (la propria e quelle degli altri) si prendono a prestito e si coagulano sulla pagina. Avrei voluto far fare una gita sul barchino nel fiume Cam, a Cambridge, a Luigi e Anna, ma loro spingevano verso altri luoghi. A Venezia avrei voluto vederli seduti all’Harry’s Bar, ma erano sgattaiolati all’osteria Codroma. Infine, al Cairo, mi sarebbe piaciuto che avessero visitato la Citta dei Morti (viva più che mai), e il Museo egizio con la maschera di Tutankhamon, ma anche qui, avevano altri itinerari.  Amo pensare che oggi, Anna e Luigi, usciti dalla pagina, stiano assaporando altrove la loro vita. E di questo ne sono felice.

L’autore.

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Questa voce è stata pubblicata in Iniziativa estiva 2017. Contrassegna il permalink.

5 risposte a Sull’altopiano di Giza (quinta ed ultima parte)

  1. jalesh ha detto:

    Stupendo straordinario il finale e tutto il contorno. Complimenti credo che sei davvero uno scrittore Rinaldo di grande talento con conoscenze storiche eccezionali.. Notte bisous

    P.S. Presto ti manderò tutto il racconto in Pdf ❤

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  2. oddonemarina ha detto:

    Confermo che questo racconto potrebbe essere sviluppato in un vero romanzo avvincente ,dove arte amore e purtroppo realtà si mescolano in un connubio straordinario…bravissimo e tanti complimenti carissimo Rinaldo 🙂

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  3. tinamannelli ha detto:

    I personaggi che finiscono col prendere in mano la situazione….. stupendo racconto che oltre a raccontare una storia molto bella da cultura. Davvero eccezionale, complimenti di cuore 😊

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  4. orofiorentino ha detto:

    Grande Rinaldo, un bellissimo racconto e condivido in pieno con te il fatto che i personaggi prendono il loro corso al di fuori della nostra volontà. Bravissimo più di sempre 🙂

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