Azzurra

Nella stanzetta bianca, alle pareti tanti personaggi delle favole, raffigurati in tenui colori, pupazzi e giochi in ogni dove. Nel lettino c’è  lei…… la pelle dorata, una testina ricciuta, un faccino paffuto e due incredibili occhi azzurri. La guardo, il cuore per un attimo si ferma.  Riapro gli occhi che istintivamente avevo chiuso, bella e infelice…. capisco che più  che scriverla, questa storia la vivrò.  La bimba non ha ancora un nome e chiedo se posso chiamarla Azzurra. Il sindaco mi dice che posso chiamarla come più  mi piace, tanto lei risponde a tutti. Ha un vestitino bianco, ben curata. Mi Sorride e tende l’unico braccino, l’altro non c’è  mai stato. La prendo in braccio, mi sorride e le sue dita mi sfiorano il viso. Il mio cuore si è  fatto  di burro.  Andrea Forzani, l’uomo di successo  che non è  riuscito a farsi amare, se ne sta incantato a guardare due occhioni azzurri. Penso che l’unica cosa da fare è  cercare la famiglia. Mi metto subito in movimento, il sindaco mi aiuta parecchio. Al centro accoglienza, mi aggiro fra decine e decine di uomini e donne con il sorriso sulla bocca e il pianto negli occhi. Chiedo ma nessuno sa dirmi nulla. La sera stanco, prendo una camera in un alberghetto molto carino, dopo una doccia, prendo appunti. Dormo poco, avverto una grande ansia. La mattinata è  splendida, decido di andare in giro e chiedere notizie a tutti gli emigranti che stanno fuori, chissà  forse trovo qualcuno che ha sentito, che sa qualcosa. Alla cala guardo tutti quei barconi semi distrutti che hanno traghettato tante anime. Un giovane uomo di colore sta seduto su una pietra, ha le spalle scosse dal pianto. Mi avvicinò,  istintivamente poso una mano sulla sua spalla. – Amici tutti morti, restato solo-  cerco di confortalo, qualche parola d’italiano,  un po di francese e ci capiamo. Sento che si fida di me, gli chiedo del suo viaggio e se ricorda una bimba con un solo braccio. Mi guarda stupito – Bimba in mare, infelice, madre buttare- lo dice con voce tremante. Malgrado ci avessi pensato mi dispiace sentirlo. Un figlio che non ha possibilità  di una vita normale diventa un peso e spesso per certe tribù  una vergogna. Chiedo della madre ma non sa dirmi se è  stata salvata. Ricorda che portava un fazzoletto rosso con delle farfalle disegnate. Lo ringrazio e torno verso il centro accoglienza.
Continua

Ma.Vi 

Iniziativa estiva: immaginare  di essere uno scrittore

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4 risposte a Azzurra

  1. pikaciccio ha detto:

    un tuffo al cuore

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  2. orofiorentino ha detto:

    Sempre più tenero ed emozionante mia cara, brava, bravissima 🙂 🙂

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  3. jalesh ha detto:

    Senza parole….aspetto il seguito con ansia. Bravissima

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  4. oddonemarina ha detto:

    complimenti è veramente bello

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