Il piacere della vendetta

“Signora le ho apparecchiato la tavola e la cena è pronta. Io vado ci vediamo domani. Mi raccomando non faccia raffreddare tutto” Veronica, ringraziò Teresa, posò il libro sul tavolino e si andò a rinfrescare. La cena era ottima, come sempre, ma piluccò, non aveva appetito e poi sentiva la solitudine. Quella tavola troppo grande, quella casa grande anzi immensa….ora vuota, stava attraversando un momento difficile, aveva faticato e fatto forza su di se per buttarlo fuori di casa. Aveva finalmente capito che razza di uomo fosse. Lorenzo, un nome bello per un bell’uomo che lei aveva adorato e che amava ancora…. ma quanti guai, quante lacrime. Per anni aveva vissuto col paraocchi.
Non si accorgeva di nulla, lui arrivava sempre con un fiore, con un piccolo gioiello, con quel suo sorriso disarmante e lei cadeva ai suoi piedi come una stupida. Non aveva neanche voluto credere agli amici, ai pettegolezzi che giravano, era tutta invidia pensava….lei non più tanto giovane anche se ancora abbastanza bella, ricca forse troppo e lui solo bello e senza ne arte ne parte. Aveva litigato con mezzo parentado, ma lo aveva sposato. Ma quando la banca la chiamò e seppe quel che c’era da sapere, capì che lei era soltanto la cassa continua, sempre pronta a fornire denaro, ma ora non chiedeva più ma andava direttamente alla fonte. Furono giorni terribili e venne a sapere tutto. Donne e gioco e quello che lei gli dava non bastava mai ed era finito in mano agli trozzini. Capì che la storia
doveva finire, lui promise che avrebbe smesso ed ebbe altro denaro….. Ma Lorenzo continuò e così Veronica gli preparò la valigia e gliela fece trovare davanti alla porta. Calci e pugni sulla porta che rimase chiusa. Urla, ma Veronica fu irremovibile. I migliori avvocati matrimoniali si occuparono del divorzio, chiamati dal giudice Lorenzo le sussurrò ” Me la pagherai” Veronica fece finta di nulla…..

Ecco che la sua vita si era ridimensionata, niente serate, anche se gli amici la invitavano, ma lei ancora si sentiva scombussolata, pensava agli anni che aveva dato ad un uomo che non l’aveva mai amata ma l’aveva solo considerata la “sua miniera d’oro”. Sparecchiò e poi tornò nel suo salottino. Si avvicinò alla finestra e vide trapelare luce dalla finestra di fronte. Da molto tempo quell’ appartamento era sfitto…Si rimise in poltrona e riprese a leggere, le era sempre piaciuto Boccaccio e stava rileggendo il Decamerone. Il silenzio era totale, accese il registratore, violino e pianoforte, le note invasero la stanza. Si sentiva inquieta, aveva messo il paletto alla porta, nessuno poteva entrare…. eppure sentiva qualcosa….. Ritornò alla finestra, guardò fuori, si sentì osservata, che le stava succedendo? Tornò alla poltrona, riprese il libro…..Giò, il bel gatto tigrato, le saltò sulle ginocchia, istintivamente si curvò per accarezzarlo…..un rumore di vetri infranti e poi un forte bruciore alla spalla. Si sentì venir meno….vide il sangue venir giù per il braccio. Capì… le avevano sparato ma grazie al gatto si era mossa, la pallottola  sarebbe finita dritta sulla
sua testa. Capì…eccome capì…stavolta era lei che lo avrebbe davvero sorpreso. Molto lentamente si alzò, andò alla porta e tolse il paletto, ritornò alla scrivania, con la mano sinistra riuscì ad aprire il tiretto segreto, prese la sua piccola pistola dall’impugnatura di madreperla. Si rimise in poltrona. Il braccio le doleva, prese il cellulare e mandò un messaggio al suo avvocato, sperando che lo leggesse, doveva di sicuro essere al circolo. Poi appoggiò la testa alla spalliera e chiuse gli occhi. Il gatto si accoccolò sulle gambe proprio sulla mano che stringeva la piccola colt. Stava perdendo sangue, si sentiva stanca e debole ma doveva farcela. Come si aspettava sentì la porta aprirsi, lui le chiavi non le aveva mai restituite. Lo vide arrivare con cautela. Lui la guardava e sorrideva….ecco sei morta, sei ancora mia moglie e tutto il tuo denaro sarà mio… Veronica lo fece avvicinare abbastanza ed aprì gli occhi, Lorenzo fece un balzo indietro, il gatto saltò miagolando e la pistola parlò….. uno, due, tre volte….colpi ben mirati…un piede, poi l’altro e poi uno a sfiorare la testa, aveva un’ottima mira….Lorenzo cadde urlando …..Finalmente era in ginocchio a chiedere pietà….lui che aveva sempre riso del suo amore. Arrivò l’avvocato, la polizia e le ambulanze. Il caro Lorenzo sta pagando il suo debito e quando finirà sarà un vecchio malandato e zoppo. Veronica subì il processo, ma fra attenuanti e trattandosi anche di difesa…..se ne uscì con due anni ma con la condizionale…
Oggi ama stare con gli amici e ha chiuso per sempre la porta all’amore.

Fine

Ma.Vi

Storia e personaggi del mini racconto noir sono di pura fantasia

Immagine Abbracci 3 pop corn

 

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7 risposte a Il piacere della vendetta

  1. orofiorentino ha detto:

    Davvero molto bello, ben costruito e con un finale davvero particolarmente azzeccatissimo. Bravissima 🙂

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  2. oddonemarina ha detto:

    molto molto bello e ben definito …bravissima complimenti cara Tina

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  3. Rosemary3 ha detto:

    Bellissimo mini racconto con un epilogo che ha dato a ciscun il suo…
    Ros

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  4. jalesh ha detto:

    Una vendetta lecita direi…bellissimo il tuo racconto noir Complimenti bravissima

    P.S. Domani sul tardi lo meterò tutto insieme. bisous

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  5. 65luna ha detto:

    Bellissimo! 65Luna

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  6. tachimio ha detto:

    E brava Tina che di fantasia ne ha da vendere.

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