Galene

Galene andava spedita con la sua anfora d’acqua fresca, quando vide il piccolo cerbiatto. Si
fermò a guardarlo, quanta dolcezza c’era in quegli occhi, come sarebbe stato bello poterlo
avere per se, nel suo giardino e poter giocare con lui. Il cerbiatto cominciò a correre e poi
fermarsi per vedere se la fanciulla lo seguisse. Galene capì che il giovane cervo aveva voglia
di giorcare…così si mise a correre anche lei, ridendo felice. Il cerbiatto avanti e lei sempre
appresso. Fu così che senza volerlo si ritrovò nel bosco sacro alla dea Artemide….com’era bello, quanti fiori e farfalle variopinte danzavano nell’aria….scoiattoli e conigli bianchi, usignoli e fringuelli. C’era un canto celestiale nell’aria e il sole splendeva fra i rami dei roseti. Galene si sedette ai piedi di un grande albero e il cerbiatto gli si fece vicino, lo accarezzò e sentì l’animale fremere.Quando si ricordò che a casa l’aspettavano, si alzò sospirò fece una carezza al cerbiatto e si avviò. Ma il cucciolo la segui e Galene ne fu felice, forse finalmente avrebbe avuto un piccolo cervo tutto per se….ma una freccia le passò vicina e si fermò davanti a lei. Spaventata si guardò attorno e la vide….bella nella sua corta veste, in spalla la faretra e con il gran cervo accanto. Artemide le era davanti e Galene si sentì piccola piccola. “Chi ti ha dato il  permesso di entrare nel bosco sacro e dove pensi di portare il mio cerbiatto?” Galene voleva spiegare che era il cucciolo a seguirla, che non aveva fatto nulla di male nel bosco, non aveva raccolto neanche un fiore. Artemide era proprio accigliata e toccandola con una freccia disse: -So che non sei cattiva, ma hai profanato il bosco sacro e non hai fatto nulla per impedire al  cerbiatto di seguirti, per cui meriti una punizione.Tu ami accarezzare e prendere in braccio gli animali…da questo momento non avrai più corpo e non potrai più farlo…nessun più ti vedrà…”
Così disse così fu. La dea scomparve e la povera Galene diventò talmente trasparente che nessuno più poteva vederla…..si sedette su una grossa pietra, pianse e pianse e piange ancora…..Una sorgente si è aperta al limite del bosco sacro… una sorgente di acqua salata..
Galene fu cercata a lungo…fu ritrovata solo l’anfora e quella sorgente prese il suo nome.

Ma.Vi

Fra mitologia e fantasia

Immagine Acqua http://www.erboristeriarcobaleno.com/images/0045.gif

Questa voce è stata pubblicata in mini racconto, post guidato. Contrassegna il permalink.

4 risposte a Galene

  1. Rosemary3 ha detto:

    Un bellissimo mini racconto che si snoda tra mito ed immaginazione…
    Ros

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  2. jalesh ha detto:

    Che meraviglia davvero un bel mini racconto ambientato nella Grecia Antica e fantasia sfrenata, In senso buono ovviamente, sui personaggi e la trama. Complimenti bravissima

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  3. orofiorentino ha detto:

    Ma che bello, splendido…bravissima davvero Bacione

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  4. oddonemarina ha detto:

    bravissima Tina un bel mini racconto sulla mitologia

    Piace a 1 persona

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