In terra straniera

Avevo sempre desiderato di lavorare all’estero. La curiosità di conoscere luoghi nuovi, fare esperienze al di fuori della mia nazione. Mio padre non mi ostacolava ma mi metteva in guardia con un verso del Sommo Dante:

«Tu proverai sì come sa di sale
lo pane altrui, e come è duro calle
lo scendere e ‘l salir per l’altrui scale.»

Non volevo crederci, nel duemila siamo evoluti e il mondo è diventato piccolo. Sembra tutto più facile della realtà. Quando arrivai in Belgio mi resi conto di quanto mi sbagliavo. Trovai, si lavoro: ma ben misera cosa che appena copriva le spese vive. Mi sentivo come un’esule. Restai alcuni mesi ma poi tornai a casa. Trovai lavoro, lo stesso che facevo in Belgio ma questo pane non era salato e le scale le volavo.
il suolo natio è sempre il più dolce.

@ orofiorentino

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Informazioni su orofiorentino

HO 69 ANNI, AMO LA POESIA, LEGGERE, SCRIVERE, VIAGGIARE E TANTE...TANTE ALTRE COSE
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4 risposte a In terra straniera

  1. Rosemary3 ha detto:

    Un pensiero sicuramente in tema con la terzina del diciottesimo canto del Paradiso dantesco…
    Ros

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  2. tinamannelli ha detto:

    stupendo pensiero perfettamente in tema, andare via è sempre un dolore sopratutto quando si va non proprio spontaneamente. Troppo spesso si è costretti a farlo e i versi di Dante sono perfetti. Bravissima Oro, complimenti ❤

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  3. jalesh ha detto:

    Un bel raccontino che ci insegna che si sta meglio a casa nostra ben abbinato ai versi danteschi in tema. Complimenti brava

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  4. oddonemarina ha detto:

    Sì veramente brava, Oro

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