Tesoro della mamma

Tesoro della mamma
il tuo sguardo a volte
irato e altre tenerissimo
trasfigura il tuo volto.
…l’abbracci con gli occhi
e con le braccia
Quell’essere che fu tanto
piccolo da stare tra
le mie mani.
Ora, grande gli accarezzi
i capelli e con impazienza
ti allontana per poter parlare.

odonemarina- immagine web

incipit: …l’abbracci con gli occhi e con le braccia– di C. Baudelaire da “l’uomo e il mare”

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Amo la poesia, amo il cielo e l'aria. Mi piace leggere. E amo le fotografie perché lasciano una traccia di vita che scorre.
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20 risposte a Tesoro della mamma

  1. jalesh ha detto:

    …è proprio così..quando diventano grandi ti scansano….bei versi con un buon inserimento dell’incipiti di Charles Baudelaire. Complimenti brava

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  2. redandwhitecats ha detto:

    Vorrei sapere cosa si prova…
    La mia piccina…appena nata…non è potuta crescere…rimarrà piccola x sempre…
    Bei versi…comunque!

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  3. orofiorentino ha detto:

    E proprio vero Marina, e fa soffrire vedere che ormai grandi non desiderano più le nostre coccole.
    Bellissimo post

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  4. Rosemary3 ha detto:

    Succede proprio questo, purtroppo… un buon aggancio all’incipit di Beaudelaire…
    Ros

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  5. tinamannelli ha detto:

    Già quando si fanno grandi diamo quasi fastidio… ma dopo quando diventano genitori loro capiscono e ricercano le carezze scansate… Bellissimi versi con bene intrecciato l’incipit di Baudelaire. Complimenti

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  6. tachimio ha detto:

    I figli sono nostri davvero fintanto che son piccini, poi diventano autonomi e sentono di poter fare a meno delle nostre smancerie tranne richiederle nel momento del bisogno. Che lazzaroni e quanto vogliamo bene loro lo stesso. Baci Marina. Isabella

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  7. rinaldoambrosia ha detto:

    dolcissimi versi… Marina. 🙂

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  8. jalesh ha detto:

    Dobbiamo far tesoro di questi versi di Gibran

    I vostri figli
    I vostri figli non sono figli vostri…
    sono i figli e le figlie della forza stessa della Vita.
    Nascono per mezzo di voi, ma non da voi.
    Dimorano con voi, tuttavia non vi appartengono.
    Potete dar loro il vostro amore, ma non le vostre idee.
    Potete dare una casa al loro corpo, ma non alla loro anima, perché la loro anima abita la casa dell’avvenire che voi non potete visitare nemmeno nei vostri sogni.
    Potete sforzarvi di tenere il loro passo, ma non pretendere di renderli simili a voi, perché la vita non torna indietro, né può fermarsi a ieri.
    Voi siete l’arco dal quale, come frecce vive, i vostri figli sono lanciati in avanti.
    L’Arciere mira al bersaglio sul sentiero dell’infinito e vi tiene tesi con tutto il suo vigore affinché le sue frecce possano andare veloci e lontane.
    Lasciatevi tendere con gioia nelle mani dell’Arciere, poiché egli ama in egual misura e le frecce che volano e l’arco che rimane saldo.

    (Kahlil Gibran)

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  9. silvia ha detto:

    che belle parole mi sono commossa

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