Odette…

Era vicina la fine di dicembre e Odette Marchand, in arte Jeanette, famosissima soubrette del Moulin Rouge, fu invitata da Edmond duca di Luynes, suo fervido ammiratore, a trascorrere il capodanno a Costantinopoli, già meta ambita di nobili francesi.
Dopo vari tentennamenti, Odette decise di accettare l’invito; le sarebbe piaciuto viaggiare su quel favoloso treno, tanto decantato dalle nobildonne parigine, l’Orient Express, il treno di lusso per antonomasia! Forse questo l’avrebbe fatta sentire più simile a loro? In cuor suo lo sperava, anche se ormai accettava il ruolo che la vita aveva scelto per lei…
Arrivò finalmente il fatidico giorno che le avrebbe consentito di giocare alla nobildonna!
Edmond passò a prenderla con una lussuosa carrozza, per arrivare in stazione e poter finalmente salire su quel lussuosissimo treno, icona del lusso e dell’Art deco.
Un’élite di ricchi e colti viaggiatori, che non rinunciavano all’abituale stile raffinato cui erano abituati, era già sul treno…
Odette e Edmond una volta saliti furono accompagnati nei loro rispettivi vagoni: pareti in legno con intarsi in vetro realizzati da René Lalique!
Non sembrava nemmeno essere realtà quella che stava vivendo: era su un treno, dove raffinatezza ed eleganza, grande cura del servizio e attenzione ai dettagli la facevano da padrone.

Il suo vagon lit non smentiva il lusso che dominava sovrano nel resto dell’elegante treno: tutto era al suo posto, ordinato e perfetto… Era tarda notte, ma non volle rimanere chiusa: decise di dare un’occhiata in giro, per pregustare da sola la gioia di quel paradiso, nonostante lei fosse avvezza all’eleganza; niente le mancava né desiderava qualcosa che non avesse già avuto, ma nel suo repertorio esistenziale mancava ancora un’esperienza del genere!
La stanchezza sopraggiunse di colpo e si ritirò, non prima di ripromettersi, di continuare il giro di perlustrazione il giorno seguente. Fece non poca fatica a prendere sonno: martellanti colpi risuonavano nel silenzio della notte, accompagnati dallo sferruzzare del treno, e non riusciva a comprendere cosa fossero e da dove provenissero…
La mattina seguente, Edmond era già al restaurant ed impaziente l’attendeva.
– Come avete trascorso la notte, ma chère? – le chiese con un fil di voce, nel timore di disturbare gli altri ospiti.


La giornata si presentava piena di impegni che esulavano naturalmente dal normale tran tran quotidiano: lì, tutto era nuovo per lei ed entusiasmante!
Non avrebbe mai ringraziato abbstanza Edmond per averle permesso di aggiungere al suo repertorio questa fantastica esperienza…
La coppia che occupava il tavolo vicino sembrava proprio interessata a loro due e questo le diede un po’ fastidio… Avrebbe sicuramente evitato qualsiasi contatto…
Gli scenari paesaggistici unici e il palato a gustare piatti unici per raffinatezza e bontà: questa era la conclusione a cui era pervenuta Odette.
La mattinata trascorse quasi in totale noia, ma all’ora di pranzo, l’attendeva una bella sorpresa: lo chef aveva preparato Manzo Charolais con caviale e tartufo e arrosto di agnello Salt Marsh, accompagnato da polenta al profumo di salvia! Una prelibatezza anche per i palati più raffinati!

Le giornate trascorrevano veloci, completamente impregnate di avvenimenti incalzanti e coinvolgenti…
Odette in compagnia di Edmond era al settimo cielo…
Si sentiva coccolata ed amata come mai le era accaduto!
La cosa che continuava a darle fastidio era quella coppia
che sedeva al tavolo attiguo al loro:
quella donna riusciva a metterla a disagio e non sapeva spiegarsene la ragione.
Ogni tanto, di notte, risentiva quei rumori particolari che la prima notte la tennero desta:
sembrava come se martellassero il suo cervello.
Cosa o chi poteva produrre quegli strani suoni? Un interrogativo a cui urgeva dare una risposta, pensò Odette…

Il viaggio era appena a metà dell’itinerario previsto e Odette doveva risolvere il mistero dei martellii, a volte silenti, a volte più penetranti…
Ormai era diventato un chiodo fisso: non aveva reso partecipe del suo piccolo segreto Edmond che affettuosamente le era vicino, senza peraltro essere ingombrante: attendeva che lei facesse il primo passo per un’eventuale unione più solida… Edmond, infatti, sperava che il viaggio e, quindi la vicinanza, avesse partorito il miracolo!
La notte si avvicinava e Odette era impaziente di ritirarsi nel suo alloggio, facendo sorgere nel compagno di viaggio, dei sospetti. Ritiratasi, si buttò vestita sul letto: la stanchezza
ebbe il sopravvento e cadde in un sonno profondo… Sognò di rumori alla parete del suo alloggio che si apriva, dando origine ad una voragine! Si svegliò madida di sudore, non riuscendo a capire chi fosse e dove si trovasse. La situazione incominciava a preoccuparla seriamente, visto che i rumori si facevano risentire e in maniera più persistente.

Odette stava appoggiata al finestrino… Sotto il suo attento sguardo veloci sfrecciavano meravigliosi paesaggi, quasi non volesse dar termine a quel rocambolesco viaggio (in cuor suo, infatti, sperava che ciò avvenisse il più tardi possibile!)… Ma come tutte le cose belle che hanno una fine, anche quell’avventura avrebbe avuto un epilogo…
La notte era vicina e Odette era più che mai decisa a scoprire la natura di quei rumori.
Non appena calò il sipario sulla raffinatissima cena di cinque portate con mise en table di Potel et Chabot, accompagnate dai vini e dagli champagne di Moët Hennessy, che tra l’altro lei consumò da sola (Edmond, infatti, accusando un improvviso malore, si era eclissato), Odette si rifugiò nel suo vagonlit, attendendo che i consueti rumori le tenessero compagnia, permettendole così alla fine di scoprirne la causa.
– Adesso che ci penso – farfugliò Odette – non sento rumori questa sera! Attenderò il sopraggiungere della notte fonda…
Ma quella notte non si avvertirono rumori di alcun genere!

Odette cercò di prender sonno: la stanchezza era tanta, ma poter trovare una soluzione era diventata una questione impellente per lei! Uscì nel corridoio lunghissimo, nella speranza di non incontrare nessuno e si fermò davanti all’uscio, dove pensava potessero provenire i rumori: silenzio assoluto! Appoggiò la mano sulla maniglia e questa cedette facilmente.
– Strano – pensò.
Entrò nel lussuoso alloggio che pensava fosse occupato dalla coppia che puntualmente prendeva posto al tavolo vicino al suo. Il locale era completamente immerso nel buio: una fioca luce filtrava dal finestrino e questo le bastò per intravedere un letto disfatto con due figure completamente nude: chiazze scarlatte ricoprivano a tratti i loro corpi che immobili giacevano riversi. Il primo istinto fu quello di scappare, ma volle avvicinarsi a quei due corpi immobili…
Ma quale fu lo stupore, misto a profonda amarezza, quando riconobbe all’anulare della mano destra dell’uomo l’anello di Edmond! Rivoltò il capo e soltanto allora ebbe la triste conferma al suo sospetto: era Edmond, l’uomo che si accompagnava alla donna!
Ripercorse correndo il corridoio, mentre cocenti lacrime le inondavano il volto…
Come in un flash back… rivide se stessa ed Edmond, allorquando lui le propose il lungo viaggio:
delusioni e vane speranze si mescolavano ad un turbinìo di emozioni, condite con squallore…

@ Rosemary3

www.youtube.com

(Fine)

Informazioni su Rosemary3

Amo la poesia, preferibilmente in rima sciolta, e la natura dipingere in tutte le sue sfumature emozionali... Adoro i tramonti e di fronte ad essi perdermi incantata...
Questa voce è stata pubblicata in Iniziativa estiva 2016, racconto. Contrassegna il permalink.

4 risposte a Odette…

  1. jalesh ha detto:

    Una fine tragica…davvero incredibile….A fine giornata ti posto tutti gli altri post su questa pagina

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  2. tinamannelli ha detto:

    Che brutta fine….povera Odette quanta delusione. Un racconto noir molto bene articolato, con la giusta suspense…..Bravissima, complimenti

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  3. orofiorentino ha detto:

    Che fine disgraziata….chi sarà stato? Non si saprà mai…peccato. Bella suspance

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  4. oddonemarina ha detto:

    Un near ad hoc …. mistero e descrizioni dell’alta società di quell’epoca, moto ben raccontati e descritti…

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