I miei fantasmi ferragostiani: Giovannella e Manfredi

Fantasmi a Roma di A. Pietrangeli, 1961

Nel 1500 una mia antenata, Giovannella, si innamorò alla follia di certo Manfredi dei Fieschi, figlio del signore del paese vicino: lo vide in un torneo e fu il colpo di fulmine.
L’amore , ricambiato dal giovane, che pare fosse, oltre che valoroso guerriero, bellissimo e molto ambito dalle fanciulle nobili dell’epoca, rese molto felici le due famiglie che stabilirono la data delle nozze.
Ma prima ci doveva essere la cena per sancire i patti nuziali, cena che avrebbe dovuto tenersi la sera di ferragosto, allora ritenuto, in questi monti, giornata beneaugurale, per quei residui di paganesimo che ancora resistevano e resistono nonostante gli sforzi cattolici.
Ma il promesso sposo, che si era messo in viaggio da solo, prima della famiglia, per arrivare a godersi in anticipo la compagnia della sua bella, non arrivò mai a destinazione: lo trovarono in fondo alla vallata, trafitto da 20 colpi di pugnale.
Cominciò a circolare la voce che una mano femminile avesse armato quella dell’assassino e si fece il nome di certa Clarice, maritata, oggetto delle attenzione dell’affascinante futuro sposo poi rivolte alla mia antenata.
Quando i parenti trovarono il cadavere del loro figliolo corsero qui, disperati, portandoselo dietro.
Immaginate la povera Giovannella: diede ordine che il suo amato fosse lavato, avvolto in lenzuola e deposto nella cappella dove lei lo avrebbe vegliato per tutta la notte, da sola.
La famiglia ubbidì e restò fuori della porta a pregare.
In verità la ragazza ruppe una finestrella, che ancora oggi si ricorda come “la finestra di Giovanna”, prese un pezzo di vetro, si sdraio accanto all’amato e si tagliò le vene.
Al mattino i cadaveri erano due: ma essendo lei suicida non poté essere sepolta vicino al suo amore, finì in terra sconsacrata.
Da allora c’è nella mia famiglia chi giura di aver visto il fantasma di manfredi apparire per un attimo nel salone dove si cena per ferragosto: non può mancare all’appuntamento più importante della sua vita.
Prima si odono scalpitio di cavalli e pianti, mia madre giura di averli sentiti e di aver visto anche manfredi mentre la finestrella di giovanna, nella cappella, forse per un difetto nella costruzione, si ritrova spesso con un vetro infranto…

VIKI

Informazioni su vikibaum

Vivi ogni giorno come l'ultimo pensa come se fossi immortale.
Questa voce è stata pubblicata in collaborazione estiva 2016, racconto. Contrassegna il permalink.

12 risposte a I miei fantasmi ferragostiani: Giovannella e Manfredi

  1. jalesh ha detto:

    Complimenti mi hai lasciato senza parole….una storia di amore romanticismo tradimento suicidio omicidio…e quant’altro. Davvero molto interessante. Bravissima. Buon pomeriggio Viki. Per ora mi godo un pò di mare la mattina . Bisous

    "Mi piace"

  2. Rosemary3 ha detto:

    Concordo con Jalesh: splendido racconto, dove non manca niente per essere tale…
    Ros

    Piace a 1 persona

  3. tinamannelli ha detto:

    Amore, odio,romanticismo, mistero…non manca nulla in questo racconto molto bello …poveri innamorati. Bravissima, complimenti

    Piace a 1 persona

  4. Tu sapessi come mi affascinano queste storie …

    Piace a 1 persona

  5. 65luna ha detto:

    Mi hai emozionata…si,racconta! anche a me , come viandante, affascinano queste storie. 65Luna

    Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...