Un vitigno da leggenda


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“L’Albanello di Comiso nacque sul fiorire dell’alba, per rallegrare la partenza di un crociato, poiché i familiari non potevano fare alcun brindisi in quanto poveri e privi di vino”. Questa è la fiaba che si racconta su questo vitigno. Il leggendario vino scomparso come viene chiamato è quasi estinto. Se ne coltiva poco in alcune zone del siracusano e del catanese, come quello coltivato in Contrada Nave fra Bronte e Meleto, il terreno vulcanico è perfetto per il vitigno Albanello, sono state create nuovi piccoli vigneti dove i cloni del vitigno hanno attecchito. E’ una pianta resistente agli agenti parassitari per cui molti agricoltori ne hanno ripreso la coltivazione.Le uve restano a lungo sulla pianta, vengono addirittura tolte le foglie per far si che i grappoli siano in pieno sole. I vini, sia secchi che passiti, ottenuti dall’Albanello, sono stati elogiati persino dai famosi Viala e Vermorel (1909). Nel 1960, il più grande critico di vini Italiani, Luigi Veronelli, ha scritto che i vini realizzati mediante Albanello hanno un’eccellente gradazione alcolica (fino al 19%), ma sono molto costosi. Il primo produttore del vino Albanello fu la famiglia Landolina nel 1712. la vinificazione è particolare: la prima fermentazione è bloccata; successivamente è fatta riprendere, ma molto lentamente. Il colore è ambrato cupo, con trasparenze dorate. Profumo caratteristico di vino molto invecchiato, etereo, con bouquet compiuto e maestoso. Sapore appena dolce, con venature non dolci; caldo vellutato, generoso, più̀ che armonico. Tenore alcolico 19% naturali”. Quesro lo dice Coria degustando un Albanello del 46. Questo vino è un bianco e credo sia l’unico che può invecchiare fino a 100 anni. Generalmente l’Albanello, viene vinificato insieme ad altre uve e il vino che ne deriva è particolarmente fine, di colore giallo paglierino carico, dotato di ricco corredo aromatico e buona struttura gustativa. Anche se non è un vitigno aromatico, l’Albanello tende a sviluppare note floreali e austere molto complesse con il passare degli anni. Permette di produrre così un vino che incuriosisce, un diverso, che fa la differenza e che, con il passare del tempo, non solo migliora, ma dona a chi ha il privilegio di degustarlo un bouquet di profumi e sapori delicato ma intenso, difficile da dimenticare. Nonostante, quindi, la storia dell’Albanello si sia persa nel tempo, se si esclude qualche piccola produzione locale, oggi finalmente alcuni appassionati, produttori stanno facendo grandi sforzi per riportarlo al suo antico splendore e far conoscere questo vitigno bianco straordinario al mondo intero, riproponendolo in un mercato sempre più esigente e attento a ciò che beve. Un vino così corposo si beve volentieri sul pesce che a sua volta abbia un gusto forte, come il tonno,in agrodolce oppure lo sgombro da fare al forno con semplice profumazione di menta o aneto o prezzemolo, olio d’oliva e fette di limone…

 

Antico

vitigno dalla pregiata uva

da te vino

di lunga

vita

Ma.Vi

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Notizie da http://www.santamarialanave.com/vitigno-albanello/

Questa voce è stata pubblicata in Iniziativa estiva 2016, Le Petit Onze. Contrassegna il permalink.

6 risposte a Un vitigno da leggenda

  1. 65luna ha detto:

    Interessante, non lo conoscevo! Grazie,65Luna

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  2. orofiorentino ha detto:

    Molto interessante mia cara, conoscere i vini è sempre un vero piacere, bravissima

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  3. oddonemarina ha detto:

    Ci hai trascinato in una vera degustazione, bella la storia e molto bello il tuo petit onze …bravissima

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  4. jalesh ha detto:

    Ottima dissertazione di questo vino di Comiso. Complimenti

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  5. Rosemary3 ha detto:

    Un’interessante argomentazione su questo vino di Comiso: Coria è il proprietario della più importante azienda vinicola vittoriese…
    Ros

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