Occhi di gatto 6 e l’Uomo dagli occhi di gatto


La giovane donna dall’eleganza sobria e raffinata si avviava lungo la pensilina per raggiungere la sua carrozza sull’Orient Express. Il porta bagagli spingeva faticosamente il carrello pieno di valige della signorina. Il treno elegantissimo nel suo colore blu con fregi in oro era in attesa. Laura, figlia della duchessa di Malin, amava viaggiare e quel treno per lei era la seconda casa. Sapeva che avrebbe trovato certamente alcuni dei suoi amici, conoscenti ma la verità era che: sperava di incontrare quel giovane che tanto l’attirava. Si erano già incrociati un paio di volte, scambiati solo alcuni convenevoli ma per lei quegli occhi da gatto erano troppo intriganti.
Salita in carrozza, accompagnata alla sua cabina per prima cosa preparò l’abito da sera verde muschio dal corpetto tempestato da cristalli in tinta. i sandali dello stesso colore e la pochette risaltano sul velluto rosso della coperta.


Tra poco sarebbe arrivata la sua cameriera che l’avrebbe vestita e pettinata. Fece la doccia e in poco tempo era perfetta per vestirsi. Mani esperte infilano l’abito poi pettinano quei lunghi capelli corvini in un elegante treccia fermata a corona ad incorniciare quel viso stupendo.
Si udì il fischio di partenza, lento il treno si avvia. Le luci di Parigi scorrono per poi perdersi nel buio della notte. Raggiunto il vagone ristorante, Laura sosta un attimo all’ingresso, sa di non passare inosservata ma nello stesso tempo con un’occhiata circolare controllò chi era già ai tavoli. L’eleganza era al massimo. Pellicce, gioielli brillavano quanto i cristalli posati su i tavoli. Un turbine di pizzo rosso l’abbracciò, sua cugina si era precipitata verso di lei con un gridolino di gioia: ” Cara, anche tu qui? Che gioia ! Vieni a sederti con noi tanto conosci tutti “. Gli uomini si alzano ossequiosi, le signore si accomodano, iniziano i saluti, qualche piacevole battuta…le solite cose di chi si conosce da sempre. Pochi minuti dopo passando: un bellissimo uomo fa un cenno di saluto alle signore. Due occhi da gatto pieni di fascino.

Corre nella notte il treno
sotto stelle lontane
occhi di gatto passeggiano
nei sogni della giovane
donna.

Come sorriso di luna
l’anima giovane
spera

@ Orofiorentino


Dopo cena, tante chiacchere e qualche pettezolezzo. Si ritirò nella sua cabina, la cameriera
l’aiutò a prepararsi per la notte. I suoi pensieri erano sempre per quegli occhi di gatto che ormai l’avevano conquistata. Con se stessa doveva ammettere però che tutto le dava un senso di ansia non solo di piacevole incanto. in quegl’occhi sembrava racchiudersi il paradiso e l’inferno. Una carezza e un pugno mortale. Come se leggesse l’anima, in un battito di ciglia, di chi incontrava. lei, abituata a giocare con i sentimenti dei suoi spasimanti, non ammetteva di trovarsi dell’altra parte del tavolo da gioco. Era lui che guidava la danza senza invitare a ballare.Finì per addormentarsi tra un pensiero e l’altro. iniziarono i sogni: sconclusionati ma non tranquilli. Treni, valige: lei che perdeva tutto e solo lui la guidava per strade buie fino a ritrovare le sue cose esattamente dove le aveva messe. Un carosello di complicati movimenti, fatti di rumori fastidiosi che assomigliavano tanto al rotolare delle ruote sulle rotaie ma lei si vedeva in campagna nella casa di sua madre. Lui era lì, attento a tutto. Sua madre parlava ma non vedeva con chi. Cosa diceva? Non riusciva a sentire. Più si avvicinava e più le parole erano confuse. Lui la strattonò poi le disse: ” io so ma tu non devi sapere “.Si svegliò fradicia di sudore, ansante e spaventata.
Si alzò, la notte era calma e chiara, il treno viaggiava con il suo ritmico dondolio.
Un’incubo, null’altro ma si ripromise di fare di tutto per conoscerlo, di farselo presentare da qualcuno il prima possibile. Forse addirittura domattina a colazione.Quel sogno le dava la sensazione che non fosse solo attrazione per  quei begl’occhi, quel corpo statuario ma che ci fosse altro. Qualcosa che andava oltre la sua possibilità di comprensione razionale.Nascose il viso sotto le lenzuola ma lasciò la luce accesa.Mancava poco all’alba.


L’uomo dagli occhi di gatto

Mi chiamo Maurice Tenandrier, sono un orafo e sto andando a Costantinopoli per cercare di trovare smeraldi luminosi e scintillanti per le belle signore. Nel frattempo cerco di reclamizzare la mia merce anche sull’Orient Express e ho notato già qualche signora che fa al caso mio. Ho il mio aiutante che viaggia con me che mi mette al corrente di tutte le possibili acquirenti.Ho già puntato su una certa Laura, figlia della duchessa di Malin, che mi lanciato uno sguardo ammiccante. La classica figlia capriciossissima che tutto ciò che vuole deve ottenere. Ma avendo capito l’antifona cercherò di tirare fuori il mio asso dalla manica affibbiandole un bel prezioso e poi la saluto elegantemente, anche perchè non è il mio tipo.
La mattina incontro nuovamente signorina “Tutto vuole” e studiando bene la sua indole le faccio un inchino e la invito a pranzo. Vedo sulle labbra stampato un sorrisino di vittoria, ma lei non sa che il mio intento è ben altro che corteggiarla.
Il pranzo squisito, servito da un personale educatissimo e preparatissimo, nella sala da pranzo centrale dell’Oreint express, si svolge serenamente con piccoli ammiccamenti della signorina nell’intento di abbindolarmi. Le rendo noto che sono un orafo e non seguendo un suo disegno mi chiede se ho della merce da visionare. La mia risposta, già prevista in precedenza,  è di assenso e ci mettiamo d’accordo per vederci dopo cena nella saletta di intrattenimento con tutto il mio campionario. Inconsapevolmente è stato più facile di quanto pensassi intrappolarla nel probabile acquisto di una mia gioia……               


Dopo quel sonno agitato decise di alzarsi presto. Il trucco nascose il velo di stanchezza dal viso. Un grazioso abito da mattina metteva in risalto le sue curve. Si avviò a fare colazione. Nel vagone il profumo delle brioches appena sfornate stimolava l’appetito. Ben poche persone erano già alzate ma lui era lì. Lo vide di spalle e decise di sedersi ad un tavolo più avanti del suo per poterlo guardare bene. ordinò Caffè latte, brioches e piccoli crostini imburrati. I loro sguardi si incrociarono….gli occhi di lei sembravano dire: ” Tutto o niente “. In cambio un sorriso e l’espressione di chi intende: ” Vedremo ! “. Il treno rallentò per una curva, come si rallentò il tempo in quel gioco di parole non dette. Lui terminò la colazione, alzandosi si avvicino al tavolo della giovane.
Con un inchino si presentò e le chiese ” Posso sperare di avervi mia ospite a pranzo ? Il mio più grande desiderio è quello di conoscervi, fatemi questa concessione mademoiselle “. Lei arrosì appena, cosa che la riempì di rabbia: non voleva far capire l’emozione. lo guardò, la risposta si fece attendere per dispetto poi con un sorriso volutamente distratto disse: ” Con grande piacere, alle tredici allora ! “. Un inchino e quegli occhi di gatto sparirono. Tra poco il treno si sarebbe fermato in stazione per un paio d’ore. Decise di scendere, aveva bisogno di una bella passeggiata per smaltire l’emozione e decidere come giocare le sue carte per conquistarlo.


Dopo la sua bella passeggiata, aveva organizzato già i suoi pensieri. Quel pranzo sarebbe stato indimenticabile. All’ora stabilita puntualissima si presenta all’appuntamento. Eccoli uno davanti all’altro, occhi negli occhi. Parlano con eleganza di mille cose. Lei continua a porsi domande ma sa che deve aspettare con pazienza. E’ un gran Signore, non una preda facile. Così tutto è un’altalena di sorrisi timidi o sguardi diretti. Al dessert parlano di Parigi, di quella città splendida che brilla come un diamante, come il collier che lei porta al collo con tanta semplicità. Lui paragona i suoi occhi a quei diamanti e lei sorride accondiscendente.
Decidono di incontrarsi dopo cena nel salone, un’occasione decisamente accattivante.
Alzandosi lei lascia scivolare un guanto di raso bianco e si avvia con noncuranza. Lui la guarda ma con un’espressione niente affatto catturata dalla sua bellezza.
” A stasera, mia cara…a Stasera ! ”


Dopo cena mi appresto a raccogliere tutto il mio campionario e sperare che la Signorina “Voglio tutto” mi acquisti una gioia cercando così di convincermi a corteggiarla. Ma Laura non sa che questa è la mia arma segreta: fare gli occhi dolci da gatto intimitido per poi arrivare ad ottenere il mio obiettivo e vendere un mio articolo.
Laura non è ancora arrivata ed è già in ritardo, ma so bene che questa è la tattica della bella Donna nel farsi aspettare e desiderare. Piazzo tutti i miei astucci chiusi ed aspetto. Mezz’ora di ritardo. Mi metto a leggere le ultime notizie sulle quotazioni dei diamanti e oro. Eccola che arriva, debbo dire niente male, molto affascinante, stretta in un corset attilatissimo, sfoggia un vestito in tafeta misto seta con una stoffa crespata sulla zona b.  Al suo passaggio gli occhi degli altri uomini che stanno nella saletta si fissano su di lei e mi guardano, come per dire di essere fortunato.
Convenevoli di prassi dopo qualche battuta galante e sguardo con i miei occhi da gatto, le propongo di ammirare i miei preziosi. Guarda attentamente ogni articolo e con uno sguardo dolce e ammiccante, non può fare altro che ribadire la bellezza dei miei articoli. Ma noto che ancora non siamo arrivati a quel gioiello che fa perdere la testa. Allora propongo un caffè e Laura acconsente. Mentre degustiamo il nostro caffè le porgo una barretta di Chocolat au lait Callebaut Frères e mi metto al dito uno smeraldo da mozza fiato. Un urletto di gioia e con mio grande piacere Laura tralascia la barretta di chocolat e mi sfila lo smeraldo. E’ fatta lo prova se lo lascia al dito e mi chiede il prezzo, ma capisco che in quel momento avrei potuto chiederle anche il doppio. Paga con solerzia soddisfatta mi porge la mano per un bacia mano. si è fatto tardi mi propone una colazione per l’indomani mattina e l’accompagno nella sua cabina mentre il mio aiutante rimette a posto tutto il mio campionario.

La notte fu tormentata;  sapevo di aver messo del sonnifero nel caffè di Laura e stavo attento ad ogni rumore aspettando il mio aiutante che aveva il compito di riprendersi l’anello e riportamelo. Avevo intuito che Laura era una persona intelligente e che aveva notato il sapore diverso del caffè, ma lo bevve ugualmente. Non ero tranquillo. Alle sei il treno doveva fermarsi a Bucarest e noi saremmo scesi di gran corsa. Ormai erano almeno tre volte che facevamo questo colpo, e sempre fortunati, le donzelle non avevano mai sporto denuncia del furto…saranno stati i miei occhi da gatto…oppure fortuna??? Chissà??
Finalmente sento i passi del mio aiutante, apro la cabina, il colpo è andato bene. Sono le 3 del mattino, prepariamo i bagagli e aspettiamo nervosamente la fermata alle sei di Bucarest……
Il fischio del treno ci fa sobbalzare, scendiamo dalla carrozza e ci affrettiamo ad uscire dalla stazione….Siamo salvi. Ma come la prenderà Laura???

Laura aveva capito che qualcosa non andava, il sapore del caffè era decisamente strano. Tornò in cabina velocemente. Sapeva cosa significava, era stata drogata. l’uomo che tanto le piaceva l’aveva presa in giro.
Prima che cadesse in un sonno profondo prese lo smeraldo appena comprato e lo nascose ben bene. Tirò fuori dal porta gioie un gioiello praticamente identico ma di ben scarso valore e lo pose nella scatola sul comodino.
Se aveva capito, la sorpresa sarebbe stata notevole per quel furfante.
Si infilò nel letto ma era talmente tesa che non si addormentò del tutto, solo un lieve sopore che riusciva a controllare benissimo. A notte fonda sentì aprirsi la porta della cabina, entrò un’ombra che in un batter d’occhio prese la scatola, controllò che ci fosse dentro l’anello e sparì richiudendo piano .
Laura sapeva che alle 6 il treno si sarebbe fermato ed era convinta che qualcuno sarebbe sceso e sparito alla svelta. Riuscì a reggere il sonno fino alla stazione. Quando il treno fu fermo sbirciò dal finestrino, attenta a non farsi vedere, e vide il bell’ Occhi di Gatto che scendeva dal treno con il suo aiutante e sparivano veloci nella foschia dell’alba.
Poco dopo il treno ripartì. tirò fuori lo smeraldo meraviglioso, che in fin dei conti aveva profumatamente pagato, lo infilò al dito e decise di farsi una bella dormita fino all’ora di pranzo.
L’ultima cosa che pensò: ” Avrei fatto pazzie per lui…”

FINE

@ orofiorentino e Jalesh

 

Immagine da…http://www.verycool.it/

Informazioni su orofiorentino

HO 69 ANNI, AMO LA POESIA, LEGGERE, SCRIVERE, VIAGGIARE E TANTE...TANTE ALTRE COSE
Questa voce è stata pubblicata in collaborazione estiva 2016, racconto. Contrassegna il permalink.

4 risposte a Occhi di gatto 6 e l’Uomo dagli occhi di gatto

  1. jalesh ha detto:

    Complimenti un degno finale….bravissima

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  2. jalesh ha detto:

    Più tardi lo metto tutto insieme quello tuo e quello mio. Bisous

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  3. oddonemarina ha detto:

    ben gli sta bravissima la tua eroina… complimenti, proprio piaciuto ❤

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  4. jalesh ha detto:

    Il racconto è completo e direi che ce la siamo cavata bene ambedue. Peccato che non viene letto da molti.

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