Viaggio sull’Orient Express 5 completo

Dal finestrino, il nero della notte era punteggiato da luci evanescenti e dal cielo costellato di stelle. Nel vagone ristorante, Amelia sorseggia il caffè in solitudine. Pensa a ciò che ha lasciato, Parigi con le sue stravaganze e il suo dolore ancora fresco, che le strazia il cuore. Doveva cambiare città per ricominciare, forse trovare un’amore nuovo, il suo Maurice era ora un ricordo, tra le lacrime non ancora asciutte. Il cameriere le si avvicina, distogliendola dai pensieri, con la sua livrea immacolata le porge su un piatto bordato d’ oro, dei biscotti. Amelia ne assaggia uno e continua a pensare a quel viaggio così lungo e così solitario, così unico era il 4 ottobre 1883.
Cupa… ritorna alla sua carrozza, la cameriera del vagone l’attendeva per prepararla alla notte. Tra le lenzuola profumate alla lavanda, Amelia si sente inquieta e non capisce perché. Il treno è quasi totalmente al buio, il sonno la trasporta ancora una volta a Parigi, ma un urlo di donna squarcia il silenzio cadenzato dall’acciaio sulle rotaie. Si siede sul letto spaventata, tutto tace nessun tramestio fuori, pensa che qualcuna più sfortunata di lei, abbia avuto un incubo. Le prime luci dell’alba la ritrovano già sveglia, vestita e pettinata da sola. Ritorna alla carrozza ristorante, qualche coppia e due signori fanno colazione. Amalia si trova un posto d’angolo lontano e ordina al solito cameriere, la colazione. Aveva quasi terminato quando le comunicano che il treno si fermerà a Vienna per far salire altri passeggeri…..
Amelia, guarda dal finestrino i passeggeri che salgono, uno attira la sua attenzione. Capelli sale e pepe, abbigliato in modo elegante con dei baffetti scuri. E’ attirata dal suo viso senza emozioni, lungo il corridoio lo incrocia e lui si toglie il cappello e le fa un mezzo inchino. A pranzo non lo vede fra la gente, cerca di leggere qualcosa, ma si sente sempre strana, agitata, ma questa volta la sonnolenza la perseguita per tutto il pomeriggio. Ritorna in cabina, suona per far venire la cameriera, era dalla sera prima che non la vedeva. Arriva trafelata una guardarobiera che si scusa per la sua assenza, nessuno la vedeva da un giorno. Amelia si fa pettinare e poi cerca di vestirsi da sola, sfoggia uno splendido abito color corallo con uno scialle nero. Arriva alla carrozza ristorante un po’ in ritardo del solito, il cameriere che ormai sapeva i suoi gusti in fatto di privacy, le teneva un tavolo d’angolo. Di fronte a lei il bel Signore salito a Vienna, un saluto di convenienza e poi zitti, ognuno con gli occhi sul piatto. Una brusca deviazione del treno la fa scivolare vicino a lui, un profumo intenso le invade le narici. Lui l’aiuta a risistemarsi presentandosi “Frederich Wolf”. Anche lei si presenta e di colpo le parole seguono il loro percorso. Frederich è in viaggio d’affari e Amelia senza accorgersi gli racconta la sua storia, la serata vola ed a un certo punto Amelia lo saluta per andare a dormire. Anche questa sera la cameriera non c’è, scocciata si spoglia e nel letto ripensa  a Frederich …
Il sonno è agitato ma pesante, incubi in cui veniva trasportata via dal suo letto… voci e profumi familiari. Fino a sentirsi quasi soffocare, e in quel momento i suoi occhi  si aprono, ma attorno è ancora buio (così le pare). Cerca di distendersi ma si accorge di avere mani e piedi legati, lo spazio è ridotto e un pezzo di legno la separa da un lieve sospiro e un pianto ormai quasi senza voce. Cerca di girarsi in quella direzione e chiede “Chi sei e dove siamo?” Una voce familiare le risponde” Sono Odette la cameriera,  mi hanno rapita e portata in questo baule da quasi due giorni, l’unica cosa che ricordo è un biancore impossibile e l’odore dell’anestetico”. Amelia risponde ” Io sono Amelia Villar, tu venivi a pettinarmi, questa notte sono andata a dormire nel mio letto ed ora sono qua” Odette le dice che ha provato a chiamare aiuto e fare rumore, ma nessuno si è avvicinato, da questo aveva concluso di essere nella carrozza bagagli. Cercano di farsi coraggio, Amelia le dice che se le volevano morte, l’avrebbero già fatto, bisogna attendere l’arrivo a Istambul…. Affamate e intorpidite, Amelia e Odette attendono gli eventi, un grosso buco sul coperchio del baule, le fa respirare e sentire i rumori del treno. Il giorno dopo assetate e affamate, sentono il treno rallentare e poi fermarsi. Rumori di porte aperte, Amelia sente provenire dal buco un profumo intenso,  cerca di guardare e vede solo un biancore intenso. Intanto il baule viene inclinato e posto su un carrello, loro sempre zitte per ascoltare i rumori. Vengono portate in un caos assoluto e l’aria dal buco è più fresca, Amelia riguarda e si accorge di essere sul selciato di una stazione. Allora d’accordo con Odette, incominciano a battere sul baule, con la testa i gomiti e con il poco fiato urlano. Un gendarme della dogana passando vicino, sosta e ascolta quei richiami e subito ordina all’uomo vicino al baule di aprirlo. Questi non era altro che Frederich Wolf, pensando che che le donne fossero svenute rimane allibito. Apre il baule e la scena fa inorridire tutti, due povere ragazze chiuse e in condizioni al limite della sopravvivenza. Il gendarme subito avvicinato dai colleghi, mette le manette a Wolf dicendogli “Era tanto tempo che la cercavo, anche se si è tinto i capelli è riconoscibile sugli avvisi della polizia internazionale”. Qualcuno aiuta le donne che si guardano attorno, le spiegano che Wolf faceva la tratta delle bianche e che probabilmente aveva un complice. Allora Amelia si ricorda cosa le aveva detto Odette ed esclama “Il cameriere! E’ il complice, solo lui portava una divisa bianca immacolata”. Arrestati i delinquenti, Amalia tranquillizzata e al sicuro, chiede alla strana donna che l’accudiva, dove fossero e scopre di essere a Istanbul . Il suo desiderio ora, dopo questa brutta avventura, è di ritornare a Parigi, ma questa volta su un treno normale.

FINE

 

oddonemarina – immagine web

Informazioni su oddonemarina

Amo la poesia, amo il cielo e l'aria. Mi piace leggere. E amo le fotografie perché lasciano una traccia di vita che scorre.
Questa voce è stata pubblicata in Iniziativa estiva 2016, racconto. Contrassegna il permalink.

7 risposte a Viaggio sull’Orient Express 5 completo

  1. orofiorentino ha detto:

    Povere ragazze, che fine avrebbero fatto! Ottimo racconto con un intreccio molto particolare, complimenti cara

    "Mi piace"

  2. jalesh ha detto:

    Un finale molto in auge ai tempi nostri con altri metodi ovviamente ma sempre un maltrattamento incivile verso le Donne. Complimenti un bellissimo racconto

    "Mi piace"

  3. Rosemary3 ha detto:

    Un racconto con una trama decisamente coinvolgente, Marina: un triste epilogo che per fortuna non ha un tragico finale …
    Ros

    "Mi piace"

  4. oddonemarina ha detto:

    L’ha ribloggato su marinaoddone.

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...