Dal mio Appennino la cupa leggenda del valico delle 100 Croci(2)

Così divennero ladri e assassini, riuscendo ad ammucchiare un notevole tesoro.
Gli abitanti delle valli e dei monti circostanti cominciarono a mormorare, affermando che ormai fosse il Diavolo ad abitare l’Ospitale, non più Dio.
Un giorno, sorpreso da una pioggia torrenziale, arrivò al valico del Lamba un ricco mercante della zona: intirizzito dal freddo e temendo di non farcela ad arrivare alle prime case al di là del passo prima della notte, si decise a bussare alla porta del ricovero, dove fu accolto e sistemato vicino al fuoco.
Il mercante, essendo del posto, conosceva le voci che circolavano sul rifugio e sui monaci, quindi stava bene in guardia.
Ma non servì: mentre era chino sulla scodella di minestra calda, un frate lo pugnalò tre volte alle spalle.
L’uomo cadde in avanti, apparentemente morto.
Dopo averlo ripulito dei suoi averi ed essersi imposessati dei beni che trasportava, due frati lo presero e lo portarono fuori, fino a un dirupo coperto da un intrico di rovi-che ancor oggi si chiama “salto del frate”- dove gettarono il poveretto.
Dopo qualche tempo il mercante, scambiato per morto, si risvegliò: si accorse allora, tra dolori atroci, di essere miracolosamente caduto su una sporgenza della roccia e anche di un fetore insopportabile che saliva dal fondo del crepaccio.
Riuscì a spostarsi un poco e sotto di lui intravvide un carnaio di corpi in putrefazione.
Si era ormai a primavera e il disgelo li stava riportando alla vista.
L’uomo si mise a urlare con l’ultimo fiato che aveva, perché, oltre il dolore, gli pareva di sentire la voce di tutti quei cadaveri che lo chiamavano.
A un certo punto, quasi per miracolo, vide sopra di sé il muso di un cane che lo guardava con curiosità.
Piangendo lo implorò di cercar aiuto, ma più che a lui la sua preghiera era rivolta a Dio.
Quasi avesse capito, l’animale fuggì, abbaiando.
E non passò molto tempo che arrivarono i soccorsi.

(continua)

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Sono un'italiana asintomatica
Questa voce è stata pubblicata in Iniziativa estiva 2016, racconto. Contrassegna il permalink.

9 risposte a Dal mio Appennino la cupa leggenda del valico delle 100 Croci(2)

  1. tinamannelli ha detto:

    Altro che frati…diavoli scatenati e anche peggio….una storia che prende parecchio…aspetto…a presto … 🙂

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  2. jalesh ha detto:

    Agghiacciante questa storia. Frati sui generis. Interessante il tuo racconto che si vede si evince che è farina del tuo sacco e non un copia incolla dal web. Ti faccio i miei complimenti più sinceri e ti meriti un applauso aspettando il seguito. Bravissima💕

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  3. orofiorentino ha detto:

    Capito i fraticelli? Che disgraziati. Scrivi da Dio cara, ti leggerei tutto il giorno. Ottimo post

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  4. Rosemary3 ha detto:

    Riesci a coinvolgere coi tuoi brani: s’attende il seguito…
    Ros

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