Fra folklore e realtà

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Lu vitti…lu vitti…
Con questo grido, l’avvistatore della feluca avvisa che il pesce spada è in zona. Da aprile a settembre c’è la “passa” nello Stretto fra le coste Siciliane e quelle Calabre. La pesca al pesce spada sta fra realtà e leggenda, tra il folklore e la vita in se. La feluca ha una torre molto alta che supera i dieci metri, dove sta l’avvistatore, e una passerella a prua che si sporge sull’acqua per piu di 30 e li che sta il fiocinatore…..perchè così lunga? Semplice il pesce avvicinandosi alla passerella non sentirà i motori e non fuggirà, così il fiocinatore farà il suo tiro che va sempre a buon fine. La prima ad essere arpionata è la femmina, perchè più grossa e perchè solo così si potrà catturare il maschio. Vi rivordate la stupenda canzone di Domenico Modugno? Quella sembrava una leggenda invece è storia vera e succede tutte le volte, il maschio per difendere la “fimminedda” finisce arpionato. Una volta arpionato, il fiocinatore da “kaloma” cioè corda permette al pesce di credere di
salvarsi…ma finisce col morire. Portare sulla barca 500 chili di pesce non è facile. Oggi si ha la possibilità di partecipare alla “caccia” è qualcosa di veramente emozionante. La parlate dei pescatori, le loro cantilene, per incantare i pesci, sono sempre le stesse e vengono tramandate…e mai cambieranno.In estate specialmente, molti turisti fanno la fila per salire sulla feluca ed assistere alla pesca. Il pesce spada è una delizia in cucina, la sua carne rosea e profumata non ha bisogno di lunghe cotture e sopratutto niente salsette e salsine di provenienza estranea. Un consiglio non comprate mai “pesce spada” se non vedete la testa e la spada.. la sua carne è rosea e bianca e non di un grigiolino sbiadito…quello è un pesce che ha perso la spada e che arriva dal Giappone e mi sa tanto che appartenga ad una famiglia poco  simpatica. Ma torniamo ai buoni piatti che si possono preparare: tagliolini e pesce spada- involtini di spada- fette arrostite con “ammogghiu” olio, limone, sale e pepe distribuito sul pesce con rametti di origano oppure
spada alla ghiotta.

Ed eccovi la ricetta semplice. semplice come dice un cuoco di mia conoscenza.

Ingredienti:
Semplici fette di spada non troppo sottili
una buona salsa di pomodoro fresco
capperi e olive verdi e cipolla
prezzemolo-olio- sale e pepe nero

In una padella mettere la cipolla finemente affettata, fare rosolare e aggiungere capperi e olive verdi (sensa osso) Aggiungere la salsa di pomodoro fresco (per la quantità di salsa vi regolerete in base al pesce da cuocere) fate insaporire e disporre le fette di spada Cospargete con prezzemolo tritato, sale e pete. Cottura breve, appena 15minuti bagnando
ogni tanto il pesce col sugo di cottura.Un buon bicchiere di Cirò bianco di Calabria o un La fuga di Donnafugata di Sicilia…..e buon appetito. Amore  e fatica, sudore e paura, stanchezza ma anche allegria…tutto in un buon piatto di spada alla ghiotta.

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Ma.Vi

Immagine http://www.siciliasailtour.com

Questa voce è stata pubblicata in Iniziativa estiva 2016, racconto. Contrassegna il permalink.

6 risposte a Fra folklore e realtà

  1. orofiorentino ha detto:

    Cara Tina, un bel post che racconta la caccia al pesce spada e alla sua bontà culinaria.
    Bravissima e un bacione 🙂

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  2. Rosemary3 ha detto:

    Davvero un bel post per l’iniziativa estiva…
    Ros

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  3. jalesh ha detto:

    Delizioso piatto con una interessantissima dissertatazione sulla pesca del pesce spada. Complimenti. Un bellissima iniziativa estiva gastronomica mista ad un pò di folklore. Bravissima

    Piace a 1 persona

  4. vikibaum ha detto:

    ottima ricetta tina ma la storia dell’arpionata è davvero crudele…perchè non mi posti qualche ricetta siciliana con melanzane vegetariana? Ci vivrei ❤ ❤ ❤

    Piace a 1 persona

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