La casa di zia Fanny

Tamara de Lempicka

Di giorno nella luce gloriosa del Tirreno
l’antica casa indossava bungavillee fino al tetto
come una diva del muto un vestito di raso
rosso smagliante.
Di sera i muri screpolati si velavano come sacri dipinti
nel giorno del venerdì santo.
Zia Fanny era come la villa: una calda bellezza del Sud.
Quando, nella polverosa penombra della stanza
disserravo scuri, finestre e persiane
era come schiodare una prigione.
Allora con languoroso stupore respiravo a lungo
l’aroma zuccheroso della vaniglia
intrecciata fitta alle balaustre
mentre il mare, punteggiato di spuma, che nereggiava lontano
tra le piante di eucalipto
riparava i guasti del cuore.
L’ora si aromatizzava sotto il sole pomeridiano
e con le prime folate di libeccio piccole onde si muovevano
all’orizzonte
come candidi purosangue in corsa.
….E io, bimba, udivo cocci di dialoghi in giardino
parole nervose cancellate dal frusciar lieve delle foglie
che si agitavano vibrando…

Informazioni su vikibaum

Sono un'italiana asintomatica
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6 risposte a La casa di zia Fanny

  1. jalesh ha detto:

    Un bel racconto sulla zia Fanny ed uno stupendo ricordo come Petalo del Passato. Complimenti

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  2. tinamannelli ha detto:

    Molto bello questo ricordo….che posto incantevole. Un Petalo del Passato molto bello e particolare. Bravissima

    Piace a 1 persona

  3. orofiorentino ha detto:

    ma che meraviglia di racconto/petalo del passato, sei bravissima cara

    Piace a 1 persona

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