Il fumetto scontento

Era un fumetto, neanche troppo bello e avvincente e lo sapeva. Certo, i fumetti a volte arrivano ad avere una vita propria, a pensare, lui odiava il suo creatore per averlo disegnato brutto, smilzo, d’epoca indefinita mentre invece il vascello era bellissimo, così romantico, con le vele al vento, degno di un fascinoso comandante, votato ad amare splendide   donne,  a combattere per il proprio paese mentre lui era sempre dalla parte dei cattivi, un malvagio, che però vinceva sempre. Si era stancato, doveva trovare una soluzione. Un giorno mentre vagava con la sua nave spiando l’orizzonte sempre desolatamente vuoto, all’improvviso vide un piccolo paese, con le antiche case sul mare, e seduta sulla prua di un piccola barca in secca, appena lambita dall’acqua, una bimba bionda, che, il viso  tra le mani, pensava. Dietro di lei, sul fondo della barca, il “suo”fumetto: lesse distintamente il pensiero della piccola:
– Se fosse stato Damien, lui era Damien, l’innamorato di Virginia, sarebbe venuto qui e se la sarebbe portata via,  lui avrebbe saputo che cosa fare,  non l’avrebbe lasciata morire nella villa lassù e sarebbero stati felici.
La bimba sospirò e il fumetto lesse nella sua mente la storia che da secoli si raccontava in paese: una bellissima ragazza nobile della vicina città, innamorata di un ufficiale di marina, rifiutatasi di sposare il ricco e anziano marito scelto dai genitori, aveva preferito ritirarsi nella sua villa sopra al paese, dove ora alcuni ruderi sparsi e un’arcata restavano come unica memoria di tanto amore e sofferenza. Lì era morta, di dolore.
Damien esultò: i fumetti non discutono di etica, seppe solo che per la bambina era un eroe e che la storia di Virginia e del suo ufficiale meritava di essere raccontata con un altro finale.
Ora si trattava di convincere il suo creatore ad ucciderlo per farlo rinascere come protagonista di un grande amore bastava entrare nella mente dell’autore per indurlo a trascorrere una vacanza nel borgo e fargli conoscere la bambina…
Damien baciò la bimba sui capelli e le sussurrò: -Ritornerò e ti porterò via con me, Virginia- Lei udì le parole come un mormorio confuso e sorrise, forse era passato un angelo,  la storia sarebbe cambiata,  ne era sicura. Prese il fumetto e si avviò verso casa.

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Informazioni su vikibaum

Sono un'italiana asintomatica
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14 risposte a Il fumetto scontento

  1. jalesh ha detto:

    Fervida immaginazione, bellissimo Mini racconto rispettando il collage delle tre immagini in modo brillante ed inventivo. Complimenti mi è piaciuto moltissimo. Bravissima

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  2. vikibaum ha detto:

    non avrebbe altro senso la rete per me, se non quello di dar sfogo alla mia fantasia…nella scrittura

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  3. oddonemarina ha detto:

    Originalissimo brava viki

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  4. Rosemary3 ha detto:

    Particolare ed originale mini racconto…
    Ros

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  5. tinamannelli ha detto:

    Questa si che è fantasia….stupendo mini racconto creato attorno all tre immagini proposte. Bravissima Viki, complimenti

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  6. lulasognatrice ha detto:

    Straordinario, avvincente ed molto originale! Complimenti

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