UNA CURIOSITA’ PARTICOLARE… tutta da leggere credetemi

Il mistero del forziere che nessuno sa più aprire

La chiave del 1520 del Doge Leonardo Loredan, che vi è ritratto

31/03/2009 La visita alla collezione Conforti di chiavi, serrature e forzieri antichi — 630 pezzi preziosi, custoditi nella fabbrica di casseforti in zona industriale a San Martino Buon Albergo — è un viaggio nella storia, attraverso secoli e civiltà. Infinite le curiosità. Tutti i forzieri antichi della collezione, per dirne una, hanno un foro nel fondo. Sono nati così per un motivo di sicurezza: capitava spesso, infatti, che la chiave rimanesse chiusa dentro per sbaglio. Allora bastava scuotere il forziere per farla uscire dal buco.
Perché le chiavi sono esposte per tipologia? Perché è arbitrario legarle alla datazione, perché i modi si sono propagati nel tempo a seconda delle tradizioni e delle esigenze. Le chiavi si distinguono anche per l’aspetto. Quelle a freccia? Sono normanne. Quelle a stella o croci multiple? Tedesche del 1200. Quella con testa in argento? Russa, della Corona di San Pietroburgo.
In antico era vietato fare copie delle chiavi. Il disciplinare veneziano del 1265 permette eccezionalmente di fare un duplicato solo al proprietario, ma, discriminazione vessatoria, mai agli ebrei. C’è la chiave con la testa a crocifisso e quella stivale a stiletto, perfino quella dotata di un dispositivo interno antifurto: se azionata maldestramente da un ladro che non ne conosceva il funzionamento, la chiave sparava, a salve o a palla. Ci sono chiavi della collezione Conforti che sono invidiate dal museo copto del Cairo: sono crociate, con il Calvario o la scritta Maria, traforata su entrambi i lati. Le toppe sono sempre nascoste su cassoni e forzieri, i Conforti in alcuni casi ci hanno impiegato giorni a scoprirle. Alcune toppe hanno una guida per individuarle al buio. Ma bisogna sapere dove mettere la mano. Ecco le serrature a testa di gatto, tipiche dei cassoni tirolesi. Quelle a corna di bufalo sono spagnole, quelle a «testa da portòn» sono veronesi, le carolinge sono da collo, una ha nella lanterna le statuine girevoli, l’altra i fregi della Domus aurea.
Leopoldo Conforti, artefice e curatore della collezione, ci parla dei re di Francia, Luigi XIV e XVI, che erano appassionati costruttori di serrature a Versailles, e dei club delle colonie inglesi, dove ogni socio aveva una chiave dedicata. Ecco i lucchetti del Nord Europa, quelli berberi, sahariani, arabi, indiani, zoomorfi o a sfera con combinazione. Gli usi dei lucchetti nell’antichità erano svariati. Per esempio quando le donne andavano a cavallo, ne usavano uno per non perdere il velo. La varietà degli usi determina anche le caratteristiche delle chiavi. Quelle, per esempio, che aprivano le porte delle polveriere, dove bisogna evitare le scintille, erano in bronzo. Questa invece, enorme, è da castello e questa vezzosa è la chiave della città da offrire agli ospiti illustri. Nell’Ottocento si giunge alla raffinatezza di costruire una chiave che ne ha dentro un’altra: era per le sagrestie, servivano due persone per aprire la serratura, prete e «nonzolo».
A parte chiavi, serrature, scrigni, forzieri e armadi blindati in clinica nelle officine Conforti, a parte la biblioteca specialistica e i rapporti internazionali all’inseguimento di pezzi pregiati all’asta o di collezioni in vendita, il pensiero del collezionista va a suo padre Silvio, che nel 1912 vinse 450 lire al concorso della Weil Weiss per una cassaforte liberty (ora esposta in collezione), lavorando alla Pistono di Torino, e poi si mise in proprio. Escono i ricordi: il lungo lavoro di rimontaggio di un armadio blindato smontato ancora ai primi del Novecento, la grande cassaforte a scrocco, salvata dalla fonderia — firmata «Joseph Mazzonus mediolanensis fecit 1769» — aperta con un colpo d’intuito e ora nell’ingresso dello stabilimento; la porta corazzata del Seicento, proveniente da via Flangini, a tre serrature e tre segreti (chiavi stupende) con blocchetti d’acciaio laminati a mano. Infine, il segreto dei segreti: un bauletto blindato che i Conforti non sono mai riusciti ad aprire.

Manca la chiave? No, non si trova la toppa.

di Bartolo Fracaroli dal web

Orofiorentino

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HO 69 ANNI, AMO LA POESIA, LEGGERE, SCRIVERE, VIAGGIARE E TANTE...TANTE ALTRE COSE
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6 risposte a UNA CURIOSITA’ PARTICOLARE… tutta da leggere credetemi

  1. oddonemarina ha detto:

    interessantissimo …complimenti cara

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  2. kalosf ha detto:

    Straordinario…

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  3. chiaramarinoni ha detto:

    Caspita che meraviglia: ho sempre amato le chiavi e le ho sempre perse. Chissà perché? Ma quella della toppa invisibile è davvero una chicca. Grazie Oro.
    Un abbraccio
    Chiara

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  4. jalesh ha detto:

    Simpatica curiosità…un pò troppo lungo il testo…ahahahah !!! ❤

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  5. Rosemary3 ha detto:

    Sicuramente piacevole curioisità…
    Ros

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  6. tinamannelli ha detto:

    Magia….certo dovrà pur esserci da qualche parte la serratura……..bellissima curiosità. Brava

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