Cinema Cuore

Di certo da quella sera passata in centro di sorprese ce ne erano state, e anche tante.
Passeggiando lungo le vie di quel quartiere dove aveva vissuto per anni, osservando quel cantiere in cui era in corso una demolizione, aveva ricevuto un colpo secco, diritto allo stomaco. Il vecchio cinema “Cuore”, dove da bambino passava i pomeriggi delle domeniche, e le sere con le amiche, da adolescente, non c’era più. Sparito, demolito per far posto ad un palazzo. Che delusione! Ricordava perfettamente (la sua era una memoria fotografica) la facciata in stile Art Dèco, con quell’ornato a medaglioni attraversato da nastri verticali che si aprivano a ventaglio e che davano un movimento a tutta la struttura. Il bel frontone con la scritta CINEMA CUORE in altorilievo e le locandine apposte su piccole bacheche ai fianchi della porta di ingresso, e la freccia colorata di rosso che indicava gli orari di proiezione. Ricordava tutto questo senza alcun sforzo, e altro ancora.
Le sedie a ribalta in compensato, lunghe file parallele che si perdevano nell’oscurità. La maschera con la pila che accompagnava gli spettatori ai posti liberi. Velluto e stucchi attorno allo schermo di proiezione che lo facevano assomigliare ad una torta. Il fumo delle sigarette, di colore azzurrognolo, che investito dal fascio del proiettore sembrava danzare ad ampie volute.  Era un passeggiare tra i ricordi.
Lì, aveva visto tutta una serie di film di fantascienza. Guerre tra mondi alieni, mostri che invadevano la Terra. Amori nel cosmo e scienziati pazzi. Lì, aveva scambiato, timoroso i primi baci con le ragazze. Guardato i primi film di contenuto sociale e politico. Antonioni e Fellini li aveva scoperti con la meraviglia che, le storie e il silenzio, si potessero raccontare attraverso lo schermo. Gian Maria Volonté lo aveva introdotto alla Classe Operaia che andava diritta in paradiso. Ricordava il profumo di Cinzia, quando abbracciati avevano visto “Trappola per un lupo” con Laura Antonelli e Jean Paul Belmondo.
Poi, come un turbine gli anni erano volati via, e lui al cinema non aveva messo più piede. Ora rimanevano i ricordi di un selciato calpestato dagli anni.
Ma davvero i ricordi sono importanti? Non conducono ad un vicolo stretto in discesa?
Guardava quei laterizi abbattuti, macerie di un passato ricco di storie, in parte anche sue, ma imboccando la via, laggiù, sul lungo corso, le luci della strada brillavano ancora.
Allora, lentamente si incamminò.

immagine elaborata dal web

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2 risposte a Cinema Cuore

  1. jalesh ha detto:

    Non so perchè tra cinema Cuore e cinema Paradiso vedo un nesso…cmq sia il tuo Cinema Cuore demolito ti riporta a momenti dell’infanzia spensierata e felice e ora ti domandi se i ricordi sono importanti o portano ad un vicolo in discesa…io penso sinceramente che se la nostra vita non fosse costellata da ricordi li dovremmo inventare…quale sarebbe altrmenti lo scopo di un vissuto, del passato??? I ricordi ci aiutano ad andare avanti. Ottima interpretazione eccellente inserimento delle 5 parole proposte molto bene articolate. Complimenti Rinaldo hai sempre una fervida immaginazione. Fa piacere leggerti soprattutto a quest’ora quando tutto è silenzio e la maggior parte del mondo che ci circonda dorme o si rilassa davanti alla tv.. Bisous et bonne nuit

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  2. tinamannelli ha detto:

    Che bello…si ricorda un poco cinema Paradiso ma è un bel racconto. I tuoi racconti sono sempre molto avvolgenti. 🙂

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