La notte della luna

Sei stata sognata
raccontata, narrata
appesa lassù solitaria
per millenni agognata.
Cosa sei? Il sospiro di un poeta?
Un riflesso di cristallo?
Una bugia del cielo
o un acino dell’universo?
Fedele e placida
continui a girare
poi…ti hanno raggiunta
turbata, calpestata
violata.
Muta hai sopportato
per te nulla è cambiato
quella notte
Pallida vagabonda rimani
Solo un’orma è rimasta
eterna…
il ricordo: fango
di una terra lontana

@ Orofiorentino

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Haiku

nasce prezioso
fra le puntute spine
cuore d’oro giallo
Ma.Vi

Foto personale -Il famoso cuscino della suocera ha messo i fiori-

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Tramónto…

Tramónto dalla veranda di casa mia alcuni ninuti fa…

Rosemary3

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Moon day

Riporto una fotografia scattata da mio figlio con un obiettivo particolare di questa splendida luna, sul cui suolo 50 anni fa sbarcò l’uomo

 

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Katauta

la sabbia rosa
riposa la mia barca
nella solitudine
Ma.Vi

Dipinto di Elisabetta Savoca)

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Slide fotografici dei partecipanti di queste ultime settimane

Montaggio creato Bloggif

Montaggio creato Bloggif

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Un giorno da ricordare 5 parte

Intanto alla festa, la postina, dopo essersi cambiata d’abito, ha cominciato a raccontare l’accaduto aggiungendo particolari molto fantasiosi. I cani si erano trasformati in dinosauri carnivori e la riva del lago in una versione di film dell’orrore con scene rivisitate del film Giurassy Park.

“Avevo appena svoltato l’angolo quando due grandissimi animali con code enormi dalle fauci da aver paura, ululando e mettendo in mostra una dentatura vorace mi costrinsero ad arretrare, finendo così nel più profondo e nero abisso.” Continua a raccontare senza omettere i più piccoli e raccapriccianti particolari, che fanno invidia al più famoso regista e autore di film gialli; la postina di Monteisola, Filomena è senza ombra di dubbio una bravissima intrattenitrice e racconta favole.

“Cercavano di azzannarmi anche nelle acque ormai torbide. Fortunatamente ho trovato una via di uscita nascondendomi sotto un battello ormai in disuso nella darsena, e quando sono andati via nelle buie e profonde acque, sono scappata con tutta la forza che mi rimaneva.”

I più interessati al racconto erano i bambini: un po’ spaventati, un po’ curiosi e attratti dalla avventura stavano immobili e stranamente calmi per la felicità dei genitori che in queste feste non sanno mai come intrattenere la loro vivacità.

Intanto i due cani, sempre accorti uno per l’altro, incominciavano a scambiarsi idee e come fare per andare a casa dei gatti senza insospettirli, fattasi l’ora di cena, avevano una gran fame.

“Cosa facciamo?” Chiede Giulietta a Romeo.

“Vieni, andiamo e seguiamo i tre gatti, forse un po’ di pesce lo rimediamo! Dice il cane

“Magari potremmo portarli con noi alla festa alla quale i miei genitori adottivi stanno partecipando?” Chiede Giulietta a Romeo.

Continua…

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Haiku

Rosemary3

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Carezza

Posati
delicata vibrante ombra azzurra
ti accolgo felice
impalpabile carezza
divina

@ Orofiorentino

Immagine web

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La mia preferita d’estate

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Geometrie nella notte

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Resta con me

Resta,
non andare via,
se tutto questo
non ha senso,
o non c’è un senso,
quello lo troveremo noi,
io e te saremo un senso,
ti prego resta con me.

© Egyzia72

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Haiku

@Rosemary3

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Fiori agognati

ayala

FOTO…  AYALA

Fiori
gioia che l’anima
agogna ogni volta
che tristezza
giunge

@ Orofiorentino

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Rincorrere raggi di sole

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Sempre più su…nonostante il caldo

Bel colpo!

  1. Il tuo blog, lanostracommediajalesh2.wordpress.com, sembra avere più traffico del solito. 61 visite all’ora, 8 visite all’ora in media

    Un picco nelle tue statistiche

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Giorni difficili

Giada in quei giorni stava pensando  che il lavoro in Pronto Soccorso non piaceva più a nessuno, nè ai medici, nè agli infermieri e neanche agli ausiliari. Negli ultimi anni c’erano  stati  diversi cambiamenti che riguardavano  da un lato il carico di lavoro, in quanto si  era definita meglio la disciplina dell’urgenza ed emergenza, un tempo gestita come luogo di smistamento verso i reparti, mentre ora  diventata una disciplina autonoma ; e dall’altro la riduzione  dei posti letti negli ospedali, la chiusura dei piccoli Presidi e quindi alla fine una disponibilità di ricovero paradossalmente inferiore rispetto al passato,  pur essendo aumentata la popolazione generale e quella soprattutto anziana , considerata la popolazione fragile e abbisognevole di continue cure. Giada avvertiva ogni giorno una stanchezza proveniente dalla continua lotta a dover trovare un posto letto , una tensione maggiore a dover risolvere e dimettere i pazienti in condizioni di sicurezza. Il motivo della violenza negli ambienti sanitari secondo lei proveniva dal disservizio e dalla sproporzione tra forza lavoro e domanda, senza che gli amministratori politici o aziendali si fossero messi al lavoro con atti veloci di risoluzione. E così da anni si procedeva in un clima incandescente, associato anche dalla pubblicità infame mandata nelle reti televisive da parte di avvocati per le denunce  contro i medici. Insomma cosa era diventata la medicina in questo tempo così confuso?

”Doc , c’è una ragazza in stato soporoso accompagnata dal 118”

continua…

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Sono con te – Lei verrà

Si dice che il tempo lenisce le ferite ma per Elena la prematura scomparsa del marito aveva lasciato in lei qualcosa di così doloroso e inconsolabile. Il suo ricordo inesauribile. Ormai erano trascorsi due anni da quel “brutto giorno”. La forza per andare avanti spesso si affievoliva soprattutto nei periodi di festa come il natale che non rendeva felice Elena ma faceva del suo meglio perché potevano esserlo le persone che amava.

Nel suo piccolo aveva concepito una nuova visione della vita, non essere soli con la malattia e con il proprio dolore è davvero importante e continua ad esserlo anche quando la persona amata se ne è andata per sempre. Gli amici, le sorelle, i suoi figli – l’allegra tribù così li definiva lei – gli avevano donato quel qualcosa che durerà per sempre nella vita: un album di famiglia, una testimonianza d’amore, di sentimenti profondi.

Continuare era sempre più difficile ma per il grande amore che li aveva uniti e li univa tutt’ora decise di realizzare un libricino di favole per bambini, il cui ricavato sarebbe stato devoluto a ABIO (associazione per il bambino in ospedale). In pochi mesi grazie anche all’aiuto di Alby, Beps, Tata, Dany, Roby, Monia, Rossy e ai capolavori del trio Ale-Sara-Erika il progetto divenne realtà. Elena inviò il file SONO CON TE alla casa editrice consigliata dall’amica Ramona per la stampa di 2.500 volumi.

In pochi giorni durante diverse manifestazioni benefiche vennero proposti al pubblico  con offerta libera a partire da € 10,00 , si esaurirono in un soffio tanto che si dovette ricorrere ad una ristampa urgente di ulteriori 3.000 volumi.

Elena in cuor suo era soddisfatta perché queste storie contribuiscono a sentirlo ancora vicino a loro da lassù.

The end

Grazie a tutti per la costanza dimostrata nel seguire LEI VERRA’  e se vuoi contribuire anche tu al progetto di sostegno AIBO ti metterò in contatto con la referente.

scrivimi a: s.simo72@gmail.com

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L’angelo di Lei verrà

La mattina dell’undici novembre i ragazzi erano più grandi erano pronti per andare a scuola mentre Erika, la cucciola di casa, all’asilo. I nonni materni erano già arrivati per accompagnarli come ogni giorno negli ultimi mesi.

Ale, Sara e Erika andarono in camera per salutare papà ma vedendo che stava dormendo non vollero svegliarlo. Ale notato il pallore e il respiro affannoso chiese alla mamma se poteva restare a casa, ma ella lo rassicurò di stare tranquillo era un’altra delle solite crisi dopo l’iniezione che l’infermiere aveva somministrato. Poche ore dopo la situazione degenerò improvvisamente e il cuore di Cristian cessò di battere. La notizia si sparse velocemente in paese, conoscenti ed amici si strinsero attorno alla famiglia nel loro dolore. Elena era affranta ma doveva reagire per amore dei suoi figli e poi perché Cristian non avrebbe voluto mai vederla triste. Al rientro da scuola, Ale capì subito che era successo l’inevitabile. Varcata la soglia di casa esclamo: “Papà è diventato un angelo?”

Mamma lo guardò con gli occhi lucidi e lo abbracciò forte. Sara si unì all’abbraccio piangendo mentre Erika uscì con lo sguardo rivolto al cielo…papà, papà mi vedi? Dove sei?

Terminata la cerimonia funebre

tornarono nella loro casa, si respirava ancora il suo profumo ma mancava la persona casinista, dalla battuta pronta, dalla risata contagiosa…

continua

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Vaga il pensiero…

 Rosemary3

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Panni stesi

Luna appesa a un filo
illumini panni stesi al sole
di un’isola che non c’è

@ orofiorentino

 

Pittore Naif…L’artista pugliese, Antonio Caramia vive e lavora a Grottaglie

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Tanka

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Quattordici anni dopo…lei verrà

Quattordici anni dopo…

 

La vita di Elena e Cristian era una bella storia all’insegna del quieto vivere; se così si poteva definire, perché con tre figli c’era da stare allegri ma non mancava nulla.

La pace in famiglia regnava sovrana, c’era un buon colloquio con i bambini, il lavoro di entrambi i genitori portava tante soddisfazioni e la salute era buona quand’ecco improvvisamente  una domenica sera tornati dal lago Cristian inizia ad avere dei disturbi allo stomaco e qualcosa dentro lui non andava. Iniziò a sottoporsi a diversi esami clinici, visite specialistiche, approfondimenti ma nessuna diagnosi preoccupante, tutti i medici a cui si era rivolto imputavano tale malessere a un forte stress, pertanto, consigliarono un periodo di assoluto riposo.  Il tempo passava ma  la situazione non migliorava, Elena non si fece prendere dallo sconforto e decise di interpellare un luminare che operava all’istituto dei tumori. Dopo un prima visita, visti i vari referti decide di effettuare tempestivamente un’ecografia all’addome completo. Dall’indagine emerge un tumore al pancreas, Cristian non accetta la malattia inizia a diventare nervoso con sbalzi di umore sempre più repentini. Elena invece continua a rassicuralo, vedrai che ne uscirai vittorioso, devi combattere amore mio!!!. Inizia a sottoporsi a diverse terapie e piano  piano si aprono degli spiragli di luce. I bambini, però,  capiscono che c’era  qualcosa di anomalo, il loro papà era sempre gioioso, non si arrabbiava mai ma adesso non era più così..

Passarono giorni, settimane, mesi altalenanti e mamma Elena tra una lacrima ed un sorriso doveva preparare i suoi bambini a una nuova dura realtà…la malattia del giovane papà che presto non sarebbe più stato al loro fianco.

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Un Amore così grande….

Jean e Cettina vivono la gravidanza felici e contenti nella loro casetta e nessuna nube per ora all’orizzonte. A giugno del 1949 nasce una bella bambina e la loro felicità è alle stelle. Passano circa tre anni in questa casetta a Franceville, perchè nel palazzo del padre di Jean l’appartamento destinato a loro è stato destinato dal protettorato francese ad una famiglia francese….è usanza confiscare appartamento e tutto quello che c’è dentro nel periodo di guerra. Ma finita la guerra tutto deve ritornare al padrone ma le pratiche durano tre anni. Finalmente dopo lunga e penosa odissea Jean e Cettina riescono ad entrare nell’appartamento destinato a loro di proprietà. Sono gli anni migliore della coppia, lui lavora bene nell’azienda del padre e Cettina si occupa della bambina che ben presto va a frequentare l’asilo nell’Istituto Notre-Dame de Sion, une congrégation religieuse catholique. A cavallo tra il 1953 e 1954 Cettina rimane nuovamente incinta. Grande la gioia di loro due e anche della bambina

continua….

Pubblicato in Iniziativa estiva 2019, racconto | 4 commenti

Bevendo un cappuccino…

Trovo molto divertente, estiva la borsa

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