Lustleigh nel Devon

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Torre della Chiesa di San Giovanni Battista. foto di Owain.davies

Nascosto in una valle circondata dal bosco, Lustleigh è uno dei paesi più belli e meglio conservati del Dartmoor. Le case con i tetti in paglia circondano la chiesa del XIII secolo.

Un delizioso angolo di questo piccolo paese
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La bellissima croce celtica vicina alla chiesa. Questi piccoli paesi meritano sempre un giro, poche ore e si sarà goduto di un bel pomeriggio

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Così, anche la domenica è passata, sono davvero contenta.

@ Orofiorentino

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Tauto – haikù

@ Rosemary3

Buon pomeriggio domenicale…

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Otello

Addio
Desdemona mio grande Amore
Iago sussurrò tradimento
io stolto
credetti

Folle
di gelosia ti uccisi
fazzoletto bianca tragedia
tra mani
innocenti

@ orofiorentino

 

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Haiku…. fra gli ulivi

È fra gli ulivi

Un suono di campane

Raccolta in preghiera

MaVi

Buona domenica a tutti gli amici de Lanostracommedia ❤

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Tautogramma in I

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Royal Shakespeare Theatre

Il Royal Shakespeare Theatre, a lui ed al suo lavoro è dedicato. Qui vengono rappresentate le sue opere e l’atmosfera è veramente magica.

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Tutta la struttura è interamente in legno.
Una scena molto d’effetto dell’opera: La Tempesta

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Qui vediamo una scena di: Sogno di una Notte di Mezza Estate.

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Altra meraviglia il : Re Lear

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È un crimine non vedere una rappresentazione a Stratford, sede del Bardo. E con il Royal Shakespeare Theatre e il The Swan Theatre proprio nel centro della città, c’è molta scelta. Aperto tutti i giorni.

Teatro
porgi momenti di grandezza
emozioni che intensamente
entrano nel
cuore

@ Orofiorentino

 

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Piacevolmente!

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Haiku…. ed è già sera

Si fa blu il cielo

Profuma il gelsomino

Ed è già sera

MaVi

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Tautotanka

@ Rosemary3

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Fra mare e sabbia

Passeggiare sul Visserskaai è davvero piacevole: una lunga camminata sul molo costeggiato da un lato da un’infinita serie di ristoranti e brasserie, dall’altro da chioschi che vendono street-food a base di pesce: per la maggiore vanno i gamberetti e le zuppe con le lumache di mare (che abbiamo assaggiato in versione pikant), ma anche i merluzzi essiccati e le ostriche meriterebbero un assaggio! A farci compagnia, insolenti gabbiani pronti a rubare bocconcini saporiti alla minima distrazione! Lungo la passeggiata lungo il molo si incontra anche il piccolo acquario marino di Ostenda e il mercato del pesce, che di pomeriggio sbaracca i banchi e lascia la piazzetta libera di guardare verso il mare. Più avanti il Visserskaai si trasforma in Albert I Promenade e qui cambia il panorama: sulla destra, il mare è una distesa di acqua verde, grigia, blu, che cambia colore con il mutare del sole che appare e scompare tra le nuvole, repentino come il vento che in questo angolo di città soffia spesso impetuoso e spazza via pensieri e malinconie.

Amandine, un peschereccio oceanico capace, come altre simili imbarcazioni che da qui salpavano, di gesta sorprendenti e di arrivare fin sulle coste dell’Islanda da Ostenda con solo 8 membri di equipaggio. Ora il peschereccio Amandine è stato messo in secca e trasformato in un museo interattivo, dove al costo di 4€ (sono previste riduzioni) si può scoprire come scorreva la vita a bordo. Ci sono anche riproduzioni a grandezza naturale di marinai colti nelle loro faccende quotidiane.

La spiaggia di Ostenda non ha nulla da invidiare ad una spiaggia italiana: ampissima nella zona del centro città, si estende a perdita d’occhio per chilometri e chilometri, spesso protetta da un sistema di dune costiere. Va detto, però, che la cementificazione selvaggia ha colpito anche il mare delle Fiandre e spesso vi capiterà, lungo la costa, di vedere orribili (ma orribili davvero!) mega complessi condominiali costruiti proprio sulla spiaggia. Per fortuna, lunghi tratti sono ancora liberi ed è possibile ammirare l’ecosistema delle dune, in primavera un tripudio di fiori.

Sempre sul lungomare, poco distante dal Kuursaal, una scultura contemporanea di Patrick Steen, Dansende Golven(onde danzanti) e proseguendo di nuovo una lunga serie di ristoranti e locali: Ostenda è una città vivace e d’estate offre molte opportunità per trascorrere una bella serata.Ad Ostenda, soprattutto in primavera, il tempo cambia repentinamente: la nostra bella passeggiata può essere interrotta dalla pioggia, ma anche se vedo qualche nuvoletta credo che oggi non saremo bagnati.La nostra passeggiata ad Ostenda è proseguita lungo Leopold II Laan per andare a vedere un piccolo, idilliaco, parco al centro della città: il LeopoldPark. Creato tra il 1861 ed il 1870 dall’architetto paesaggista Luis Fuchs, richiama nelle forme di un parco inglese con laghetti, ponti, statue, padiglioni e fontane ed è famoso per ospitare l’orologio floreale e per la scultura di una donna nuda, Dikke Mathilde, opera del 1954 di George Grard.

Molto divertenti le “ruote a pedali” a disposizione dei visitatori: seduti sulle panchine, si può fare sport in compagnia!

È ora andiamo a gustare un bel piatto di cozze alla belga e poi ci sono le ostriche freschissime… e che non manchino delle buone patatine fritte ed un bel boccale di fresca birra belga

Dopo

Tanto camminare ed ammirare

Il bel mare

Sento stomaco

Borbottare

Un

Bel piatto di mitili vari

Il mare in bocca

Un vero

Paradiso

MaVi

Pubblicato in Iniziativa estiva 2018, Le Petit Onze | 6 commenti

Slide della settimana dell’iniziativa estiva 2018

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Chimera

È l’ultimo raggio della  sera
chimera imperitura
del proprio sé.

Osservi l’algida notte
a sgranare minuti
nella meridiana del ricordo.

Bassa è la strofa sui tuoi ieri
confusi già nel domani
alla ricerca di un tenue vagito.

[ Mentre lenta cala la sera. ]

immagine del web

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Distacco

Pensiero preme
rimbalza tra nuvole
e solleone.
Pesante il distacco
che non trova pace
come un pesce
nella boccia.
Ascolto ronzanti
attimi di felicità
nel giorno bollente.
Chiave del cuore
dimenticata fra
erbe alte dove
cercarla è difficile.

oddonemarina – immagine web

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Il clima scozzese

Il clima delle isole britanniche subisce fortemente l’influsso dell’oceano, in particolare nelle zone occidentali. La Scozia, più settentrionale, è comunque maggiormente esposta alle masse d’aria fredda di origine polare le quali, entrando in contrasto con la calda corrente del Golfo, creano frequenti zone di bassa pressione particolarmente accentuate in autunno e all’inizio dell’inverno. A causa di tali depressioni atlantiche la media delle precipitazioni è piuttosto elevata e le estati sono decisamente fresche e ventose, soprattutto nelle regioni montuose esposte a ovest. Ma è la stessa corrente del Golfo a rendere l’inverno scozzese molto mite in proporzione alla latitudine: la capitale Edimburgo, pur essendo situata sulla costa orientale ha una temperatura media annuale oscillante intorno ai 10 °C (3-4 °C d’inverno, 14-16 °C d’estate).

Le estati in Scozia sono solitamenti miti, con una temperatura che può raggiungere 19-20° di luglio ed agosto . Questo non vuol dire sole splendente tutti giorni, ma una maggior possibilità di trovare giornate piaevoli. E’ proprio in estate che i paesaggi scozzesi danno il meglio di sè, con l’erba verde, il cielo azzurro, i fiori. Ed è proprio in estate che, ovviamente, il Paese viene preso d’assalto dai turisti, specialmente nel mese di agosto, quando i visitatori arrivano in maggior numero. Anche la primavera è, un buon periodo per visitare la Scozia: la natura inizia a sbocciare, i primi colori spiccano sulla vegetazione ancora secca dell’inverno e soprattutto i turisti sono ancora pochi e questo vuol dire più pace e tranquillità! Maggio,è un ottimo mese, statisticamente il meno piovoso dell’anno.E cosa dire dell’autunno? Luce dorata e colori caldi che sembrano usciti da un dipinto!

L’isola di Iona

L’inverno in Scozia è freddo e caratterizzato da un fastidioso vento gelido molto comune in questo periodo dell’anno. Gennaio e febbraio sono generalmente i mesi più freddi ma non esageratamente, con temperature che, di giorno, di solito rimangono sui 5-7°. Le nevicate più frequenti si registrano nel Nord e sulla Costa Occidentale del Paese, con le cime delle montagne che rimangono innevate anche fino a tarda primavera. Se vi mettete in viaggio in inverno, ricordatevi di controllare le condizioni stradali, i collegamenti dei mezzi pubblici ed in particolare i traghetti, per evitare disagi in caso in cui il tempo sia particolarmente ostile. Tenete anche in considerazione che alcune attrazioni (castelli, siti storici,..) chiudono da ottobre a marzo!

Montagne innevate nel Glencoe

Estate ed inverno sono differenti non solo per le condizioni meteo, ma anche per le ore di luce giornaliere: se nei mesi estivi fa giorno per 17 ore, con il sole che sorge prima delle 5 del mattino e tramonta alle 22 la sera, in inverno le ore di luce sono ben poche, circa 7. Alle 16 insomma, fa già buio! Questo vuol dire che in estate il tempo per esplorare è davvero molto e potrete andarvene in giro fino a tardi come se fosse giorno. Le buie notti invernali però hanno una cosa positiva: la possibilità, nelle zone più a Nord del Paese, di vedere l’aurora boreale.

Da Callanish Standing Stones, Isola di Lewis, Scozia di Sandie Maciver

Quindi, sommando il tutto, qual è il miglior periodo per visitare la Scozia? Da maggio a settembre.

Quando l’uomo pensa
la natura
ha già deciso.

© Egyzia72

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Briciola #314

Che silenzi
dopo il tramonto
Li bevo tutti

DC

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La penisola di Tihany

Panorama di Tihany

La penisola di Tihany si trova sulla riva settentrionale del Balaton. La sua massa solitaria emerge nella parte più stretta del Balaton, che per un chilometro e mezzo divide Tihany da Szántód. Sulla sua collina più piccola, nove secoli fa, furono eretti una chiesa ed un monastero. Nel territorio dell’area protetta di Tihany si trovano molte curiosità naturali e storiche come, ad esempio, le rocce basaltiche formate dall’erosione, i rifugi dei monaci scavati nelle rupi dai frati basiliti, che vi si stabilirono nel secolo XI.

La penisola ha dei bei punti panoramici, come quelli di Kiserdõ-tetõ e del cono di geyser “Casa d’oro” (Aranyház), da dove è possibile il lago esterno (Külsõ tó), luogo di nidificazione di migliaia di uccelli e ammirare il lago interno (Belsõ tó), dove si fa buona pesca. Quest’ultimo, lungo 700 metri, è completamente indipendente dal Balaton.


Il Piccolo Balaton (Kis-Balaton) e’ un’area paludosa, acquitrinosa, con decine di migliaia d’uccelli tra i suoi canneti. Si distinguono 100 specie di uccelli nidificatori, la maggioranza è formata da aironi, cormorani, meropi, aironi bianchi. La vita dell’avifauna si osserva da due poste, l’una si trova sull’Isola di Kányavár, l’altra invece sorge sull’isola Pap, accessibile dal villaggio Vörs sulla strada che conduce alla casa della guardia. Per circa ventimila anni il filtro naturale del fiume Zala, che alimenta il Balaton, fu l’enorme mondo paludoso del Piccolo-Balaton che si estende nella parte occidentale del lago.

Circa tre generazioni umane fa, il fiume Zala fu condotto direttamente nel Balaton, la cui acqua pulita e naturale fu inquinata per mezzo secolo dai detriti e dal fango provenienti dal fiume stesso. Tale problema è stato risolto con una soluzione unica a livello mondiale: ricostruendo l’originale stato della palude paleo-geografica. Oggi è area protetta, dove nuovamente “gli uccelli diventano nuvole” come in passato. Una parte meravigliosa della zona è aperta al pubblico, per la grande gioia dei pescatori e dei fotografi.

Pubblicato in Iniziativa estiva 2018 | 10 commenti

Zara e il suo magnifico arcipèlago…

 

Città plurimillenaria tutta da ammirare, circondata da isole, immerse nell’azzurro dell’Adriatico.
Squisitezze a chilometri zero.

 

***

Spiagge di tutti i tipi, vita notturna, vacanza a contatto con la natura: tutto questo è Zara (Zadar) e i suoi dintorni, situati in Croazia, nella parte settentrionale della Dalmazia.
Zara è il punto di partenza per visitare un litorale di eccezionale bellezza e l’arcipelago zaratino, che conta 24 isole maggiori e circa 300 tra isolotti e scogli più piccoli, assieme a 3 parchi naturali e 5 parchi nazionali.

***

 

Oggi Zara (Zadar in croato) è una delle città più fiorenti della Croazia. Punto di partenza per numerosi parchi naturali e isole. La suggesione delle sue strade, caffè, ristoranti e del lungomare è unica…

***

 

Insomma Zara è da godere, la vita notturna, vari eventi o semplici passeggiate in una città, dalla quale si raggiungono le isole e un mare bellissimo in pochi minuti.

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Arcipèlago
nell’azzurro Adriatico immerso
isolotti e scogli
da visitare
comunque

@ Rosemary3

Immagini in rete

Pubblicato in Iniziativa estiva 2018, Le Petit Onze | 5 commenti

In giro a scoprire una città

Ostenda si presenta moderna. I suoi alti palazzi fagocitano le case più antiche, costruite secondo l’architettura fiamminga. Percorriamo la via pedonale dello shopping e arriviamo al duomo, dedicato ai Santi Pietro e Paolo. E’ un edificio costruito all’inizio del secolo scorso in stile neogotico. E’ ornato di numerose guglie, tra le quali spiccano quelle gemelle, che s’innalzano dalla facciata.Il portale è sormontato da un grande rosone. L’interno è piuttosto buio. Ai quattro pilastri del transetto si appoggiano le statue degli evangelisti. Il pulpito è di pietra, ha scolpito due scene della vita di san Pietro e due scene della vita di san Paolo. Un ponte dietro l’abside collega il duomo alla cappella funeraria della principessa Maria Luisa. La cappella non è visitabile, ma dall’esterno si può vedere la regalità. Il cupolino racchiude la corona di rame, verde per l’ossidazione. Dietro la cappella e staccata da essa, si erge il campanile del 1729, unica traccia del vecchio duomo.

 

Venire ad Ostenda è non andare a visitare la casa di James Ensor non è possibile

James Ensor nasce ad Ostenda nel 1860 e qui muore nel 1949, famiglia alto borghese, la madre proprietaria di un negozio di souvenir, dove si trova di tutto dalle conchiglie alle maschere. Il giovane Ensor passa molto tempo fra queste cianfrusaglie, forse nasce proprio qui la passione per l’arte.

Introverso e misantropo, trascorse gran parte della sua vita nella sua città natale, dedicandosi ad una pittura che fu una delle manifestazioni più significative del periodo e che si pose al centro della cultura del tempo. Nel 1877 s’iscrisse all’Accademia di Bruxelles, dove rimase fino al 1880, entrando in contatto con gli ambienti anarchici e intellettuali della città, e dove nel 1881 tenne la prima mostra personale.

Le opere di questo periodo, che arrivò fino al 1885 circa, formano il cosiddetto periodo scuro, in cui i colori sono profondi e cupi, con una luce attenuata ma vibrante; in questo si vede l’influenza del naturalismo tipico della tradizione fiamminga e dei realisti francesi, in particolare di Gustave Courbet. I temi preferiti si rifanno alla tradizione fiamminga: nature morte, ritratti, interni borghesi intimi e malinconici, paesaggi dall’orizzonte piatto e basso con una luce suggestiva che ricorda William Turner. Queste opere si avvicinano parzialmente all’impressionismo di Édouard Manet, di Edgar Degas e di Claude Monet, senza tuttavia arrivare all’ariosa immediatezza, all’abbandono alla natura, alla luminosità che sfalda la forma. Nell’arco della sua lunga vita, Ensor ha realizzato circa 900 dipinti, 4000 disegni e 133 acqueforti, nonché alcune litografie. Addirittura egli interruppe i suoi studi all’Accademia dell’Arte di Bruxelles dopo pochi anni poiché stufo di copiare dai grandi maestri – procedimento questo che, a suo parere, richiedeva poca creatività e quindi colpevole di bloccare il suo estro; Ensor paragonò i suoi anni all’Accademia a quelli della prigionia.La maschera e lo scheletro sono due motivi caratterizzanti dell’opera di James Ensor. Li introdusse entrambi nel 1887. Nel 1888 creò la sua opera più famosa “L’entrata di Cristo a Bruxelles“. Sono brutte, demoniache e spettrali le sue maschere: «Queste maschere piacevano molto anche a me, perché offendevano quel pubblico che non mi aveva compreso per niente», scrisse l’artista.

Fantastiche

Tele di colorato caos

Tante le opere

Tutte da

Vedere

MaVi

Per oggi ci fermiamo qui adesso devo cercare il posto giusto per uno spuntino, e poi sono curiosa di sapere quali sono i piatti tradizionali di Ostenda

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Voi che….

Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case
Che profumano di buon cibo
Voi che vivete sicuri
Nelle vostre città
Voi che non pensate
Che non capite
Chi fugge da guerra e fame
Voi che vestite abiti firmati
Voi che non pensate
Ai loro piedi nudi
Alle loro carni piagate
Ai loro cuori feriti
Voi che ne parlate
Con disprezzo
Voi non sapete
Che il loro cuore
È colmo d’amore

MaVi

Leggendo “Se questo è un uomo” di Primo Levi

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Stratford Butterfly Farm

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A Stratford upon Avon, cittadina britannica dove nacque William Shakespeare, si trova il più grande allevamento mondiale di farfalle, la Stratford Butterfly Farm.
La fattoria funziona come incubatrice di uova provenienti da tutto il pianeta: ogni settimana arrivano via nave 12.000 crisalidi avvolte nel cotone. Gli esperti seguono la metamorfosi e a trasformazione avvenuta restituiscono la maggior parte delle farfalle ai luoghi di origine.

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Non avevo la più pallida idea che esistesse l’allevamento delle farfalle. Mi sono letta tutto il procedimento necessario a far diventare farfalla quel piccolo bruco. Ha bisogno di mille attenzioni, di una delicatezza incredibile e di una pazienza senza fine.

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Per curiosità: anche qui in Italia e precisamente a Paliano prov. di Frosinone c’è un grandissimo allevamento di farfalle.

Colorate
ali mi volano attorno
sono felice lieta
mondo di
luce

@ Orofiorentino

foto dal web

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MALE-NCONIA

non scivola via
la malinconia
resta impigliata
ingarbugliata
in rami mai seccati
e non dimenticati
s’insinua maligna
silenziosa
ed assassina
assassina di giorni
che dovrebbero sparire
essere cancellati
da un passato
ancor più pervicace
non andrà mai
resterà qui
fino all’ultimo dei giorni
fino all’ultimo respiro
non scivola via
la malinconia
eterna come dio
tanto vale abbracciarla
tenerla stretta
e cercare di soffocarla
20 luglio 2018 (04:03)
© Daniele Cerva
Tutti i diritti riservati
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Forza e coraggio!!! Domani è venerdì!!!

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Il Museo degli orsetti a Stratford-upon-Avon

Lo sapete che a Stratford-upon-Avon c’è il Museo Teddy Bear ? Tutto dedicato a orsacchiotti.  Il Dorset Teddy Bear Museum è l’imperdibile museo della famiglia di Dorchester, con Edward Bear e la sua famiglia di orsi dalle dimensioni popolari

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e questa foto è poco carina?

Come rinunciare a una visita in questa casa tutta deliziosa.

dolci gli orsetti
amici dei bambini
son l’allegria

@ Orofiorentino

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Sculture di Pane

Immagine | Pubblicato il di | 10 commenti

La Tragedia di Romeo e Giulietta

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La superba e commovente Tragedia di Romeo e Giulietta viene compressa al massimo da Shakespeare, aumentando così l’effetto drammatico. La vicenda, originariamente della durata di nove mesi, si svolge in pochi giorni, da una domenica mattina di luglio alla successiva notte del giovedì. Il percorso drammaturgico si brucia in una sorta di rito sacrificale, con i due giovanissimi protagonisti travolti dagli avvenimenti e (come scrive Silvano Sabbadini in una sua introduzione all’opera) dall’impossibilità di un passaggio all’età adulta e alla maturazione.
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Questo immenso amore fra due giovanni fanciulli viene osteggiato per ragioni di odio che per generazioni ( Capuleti e Montecchi ) non erano riusciti a sopire e che «dai fatali lombi di due nemici discende una coppia di amanti, nati sotto cattiva stella>>. Giovani e innamorati decidono di sposarsi dopo mille peripezie. Di nascosto nella speranza che nel futuro arrivi a brillare il sole anche per loro. Ma tutto il mondo conosce la tragica fine…l’unica cosa che porrà veramente termine a quell’odio insano e inutile. Shakespeare ne trae una tragedia che tutto il mondo commuove.

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Addio
Giulietta…addio mio Romeo
veleno nel bacio
morte vi
accolse

@ Orofiorentino

 

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